Giorgia Meloni

IL SIGNOR MELONI TORNA DA BRUXELLES A MANI VUOTE

DI LINA IAQUINTO

LINA IAQUINTO

 

Il signor Meloni è andata a Bruxelles e ha spiegato ai vari eurocrati che lei e i suoi alleati di governo non sono dei marziani, sono solo dei bravi soldatini obbedienti, bramosi di riconoscimenti, di larghi sorrisi e abbracci affettuosi da poter spendere presso il loro elettorato, al quale, e solo al quale continuano a rivolgersi.
E per adesso quell’elettorato, il 15% degli aventi diritto al voto, continua a crederle e a cantarle in coro: “Brava, Giorgia”.

In fondo lei è brava a nutrire le loro pance, ad alimentare l’idea di ordine, sicurezza, legalità… ora ha tirato fuori dal cassetto anche merito. Cavalli di battaglia che non prevedono da quelle parti un ragionamento e un’analisi di congruenza su quello che si dice e ciò che si fa, prova ne è la gran quantità di ministri, viceministri e sottosegretari che dimostrano quanto il merito così applicato sia un valore discutibile, come diversi certificati penali, come le idee del tutto anacronistiche di tanti di loro.

Ma il signor Meloni al momento serve alla causa Nato, serve capo di governo che risponda alla chiamata alla guerra degli USA, serve un tizio della Garbatella con un bagaglio di competenze economiche e geopolitiche del tutto inadeguato a tutelare gli interessi degli italiani, ma obbediente, come ben fa chi non ha dalla sua strumenti di difesa e di contrattazione che solo un grande lavoro di reale costruzione di sé può fornire.
Quando non servirà più il signor Meloni verrà accantonata, come altri predecessori, in questa epoca consumistica di usa e getta, alla quale anche la politica, specie la politica, non si sottrae, anzi la promuove da tempo.

Il signor Meloni appare emozionata nei video europei che lei stessa pubblica, l’emozione di chi provenendo dalla normalità, pensa che già varcare certe soglie sia sufficiente per essere accreditati come statisti. Purtroppo per lei, ma di più per noi, così non è: è tornata da Bruxelles abbagliata da quei sorrisi, ma con le mani vuote. Niente di quanto andava gridando dai palchi poco più di un mese fa, ha realizzato.

È andata a Bruxelles e l’hanno cucinata a puntino, soddisfatti di non aver di fronte Giuseppe Conte che avrebbe scucito loro altri miliardi e promosso la pace.
Il signor Meloni si accorgerà, e noi più di lei, che i problemi non sono i rave, usati per avere le mani libere quando a non farcela saremo sempre di più, e sarà vietato anche dirlo, i problemi sono la guerra e le bollette.
Ma lei lo sa, sta solo menando il can per l’aia…