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IL FILM DI OGGI: PHILADELPHIA

DI GRAZIANO DELLA CASA

GRAZIANO DELLACASA

 

Nel 1993 Jonathan Demme firma “PHILADELPHIA”.

Andrew Beckett è un brillante e preparato associato nel prestigioso Studio il Wyant & Wheeler.

Andy (questo è il nickname) è gay e convive da anni col suo compagno Miguel Joe.

Ad Andy viene affidato un caso di un cliente importante. Ma egli ha già una traccia sulla fronte del sarcoma di Kaposi: in effetti ha l’AIDS ma non ne fa menzione nello Studio.

Joe Miller invece è un avvocato (che detesta i gay) sposato con Lisa e ha da poco avuto una bambina, Larice.
I due, si conoscono di fama. e per aver dibattuto una causa.
I Soci capiscono che Andy ha l’AIDS e non tollerano sino a manipolare la documentazione che egli sta gestendo per avere una motivazione di un licenziamento “per giusta causa”.
Andy comprende la discriminazione, e si impegna nel costruire la tesi di difesa. Nessun avvocato accetta di difenderlo… è “emarginato!

E Joe Miller (colored), inizialmente riluttante, capisce l’ingiustizia palese sulla base di pregiudizi sociali e decide di assumere la difesa di Andy.

Joe Miller giganteggia per bravura, in Tribunale, nell’argomentare il senso del Diritto: nessun pregiudizio quando si decide di licenziare una persona.

Questa è la tesi dominante e vincente.

Andy, oramai minato dalla malattia, muore pochi giorni dopo il verdetto severissimo di primo grado a suo favore.

Film che celebra il diritto e lo scompone in tutte le sue sfaccettature. L’Avvocato Joe Miller si batte con abnegazione e bravura nel difendere un gay che il DIRITTO lo ha penalizzato ingiustamente. Film di grande afflato di libertà, legalità e giustizia.

Bravo Tom Hanks, superlativo Denzel Washington.
Struggente commento musicale finale mentre Bruce Springsteen apre con il splendido brano “The streets of Philadelphia”.