Giuseppe Antoci

IL CORAGGIO DI GIUSEPPE ANTOCI

DI LEONARDO CECCHI

LEONARDO CECCHI

 

Minacce continue, buste con proiettili. Una volta un agguato: misero dei sassi messi in mezzo alla strada per far rallentare la sua macchina, poi spararono all’impazzata sulla sua autovettura. La scampò per un soffio.

Giuseppe Antoci, Presidente del Parco dei Nebrodi, per la mafia è colpevole di aver inventato un protocollo di legalità che sventa truffe milionarie sui fondi europei. Grazie a lui, il meccanismo di frode continua e di rafforzamento della mafia era infatti cessato. Per questo lo volevano morto. E per questo da anni Giuseppe vive sotto scorta.

Ma non ha mai smesso di lottare. E l’1 novembre, finalmente, è arrivata la giustizia tanto attesa: 90 arresti, 600 anni di carcere ai mafiosi. Lui era lì, nel tribunale di Patti (Messina), ad ascoltare le sentenze. A vedere la giustizia fare il suo corso soprattutto grazie a lui e la sua lotta. E umanamente è scoppiato a piangere.
A lui, Uomo di Stato con la “U” maiuscola, un grande abbraccio. Ce ne fossero di più come lui, le cose in Italia sarebbero diverse.