IL FILM DI OGGI: THE READER

DI GRAZIANO DELLACASA

GRAZIANO DELLACASA

 

Nel 2008 Stephen Daldry firma “THE READER- A Voce Alta“. Michael Berg, studente quindicenne, e Hanna Schmitz, all’epoca trentaseienne, hanno una relazione nella Germania Ovest nel 1958.
La relazione non è facile inizialmente, vi è una prima incertezza da parte di Hanna nel entrare in fase di intimità ma sarà poi lei ad iniziarlo ad una vita sessuale intensa.

I due iniziano ad incontrarsi quasi quotidianamente, ma prima di consumare l’atto sessuale Michael legge ad alta voce un’opera letteraria. Hanna scompare quando le viene proposto un avanzamento professionale come impiegata e Michael non avrà più traccia di lei per anni.

Michael è ora uno studente di giurisprudenza ed assiste nel 1966, con il suo docente, a più sedute di un processo ad ex guardie delle SS nei campi di concentramento.
Riconosce Hanna tra gli imputati accusatI di aver lasciato morire donne ebree in una chiesa che si era incendiata causa una bombardamento .
Nel corso del dibattito processuale emerge che Hanna costringeva le prigioniere a leggere per lei ad alta voce prima che venissero mandate alla camera a gas.

Hanna viene additata dalle altre d’essere l’unica responsabile della strage sulla base di un documento, che avrebbe redatto lei, all’epoca come rapporto ai suoi superiori. Il giudice pretende un confronto calligrafico. Lei non sapendo scrivere evita il test ed ammette di aver redatto il documento. Condannata all’ergastolo.

Cresce un senso di colpa in Michael sapendo che ella non scriveva ma avrebbe dovuto far emergere la loro relazione del passato. Quindi tace.

Michael abbozza il suo segreto al professor Rohl ma, paradossalmente, per rispetto della dignità di Hanna, non racconta tutto e quindi nessuno potrà salvare la donna dal ergastolo.

Michael, sposato, divorziato e padre di una figlia, continua a ricordare Hanna e la storia d’amore.
Inizia ad inviarle periodicamente delle registrazioni nelle quali egli legge ad alta voce dei romanzi.
Hanna, invecchiata, si procura i testi scritti di ciò che riceve registrato a voce ed impara in questo modo a leggere e a scrivere.

Anni dopo Michael verrà informato che Hanna, prossima a uscire dal carcere, non ha contatti con altre persone se non con lui. Egli si reca a trovarla una settimana prima della scarcerazione e cerca di capire la presa di coscienza dei crimini commessi di Hanna ma riscontra un atteggiamento freddo che interpreta in modo “cinico”. Michael non coglie però l’ultima frase di Hanna mentre lascia il parlatorio: “Cosa ho imparato? A leggere“, che riassume la tragicità della sua esperienza. Hanna si suicida in cella il giorno che potrà uscire dal carcere non in grado di affrontare una vita totalmente nuova che non le apparteneva.

Michael racconterà a distanza di anni tutta la storia alla figlia.
La narrazione si conclude con il colloquio che Michael ha con una detenuta che sapeva tutto e che lo informava della volontà di Hanna di lasciare tutti i suoi averi al lager.
Il senso del tempo!

Emozionante quanto struggente racconto che evidenzia come il non conoscere può essere fondamentale nella impostazione di vita di una persona.  Inoltre se il tutto viene vissuto come un senso di colpa, di vergogna e creando un effetto di difficile relazione con gli altri, si può cadere in una tragedia di vita. Di contro è doveroso che gli altri siano di aiuto fattivo, senza remore convenzionali.

Il film lascia trasparire un Michael colpevole di normalità e rispetto delle convenzioni di vita.
Cast: ineffabile per bravura Kate Winslet, gli altri Ralph Fiennes, Bruno Ganz , Eva Olin.