CALCIO IN DONBASS, OCCORRE ESSERE ONESTI

DI GIUSEPPE SALAMONE

GIUSEPPE SALAMONE

 

Lui è Roberto De Zerbi, il suo lavoro è fare l’allenatore di calcio. Ha allenato lo Shakhtar Donetsk nella stagione sportiva 2021/2022.
In una conferenza stampa ha pronunciato testuali parole: “Avevo una grande squadra, ma Putin me l’ha portata via”.

Rispetto il pensiero di De Zerbi, lui la pensa così? Va bene, non c’è alcun problema, figuriamoci.
Ma una cosa però mi preme ricordargliela.
Caro De Zerbi, si è mai chiesto Lei perché quando allenava lo Shakhtar Donetsk le partite in casa non le giocava al Donbass Arena di Donetsk? Si è mai chiesto per quale motivo lo Shakhtar Donetsk ha giocato dal 2014 al 2017 a Leopoli all’Arena L’viv, dal 2017 al 2020 allo stadio Metalist di Charkiv e dal 2020 gioca allo stadio olimpico di Kiev?
Glielo dico io: perché dal 2014, a Donetsk, i nazisti per conto del regime Ucraino bombardano senza sosta quelle zone. Proprio in Donbass, esattamente dal 2014.

Ecco caro De Zerbi, rispetto il suo pensiero, ma quando decide di schierarsi, si ricordi di non seppellire l’onestà intellettuale e cerchi di raccontare per intero come stanno le cose, a maggior ragione se le ha vissute in prima persona. Altrimenti altro non è se non conformismo!
Senza alcuna stima…