disabilità

VORREI ESSERE NATO IN GERMANIA

DI GIANCARLO SELMI

Giancarlo Selmi

 

Mentre si discute sul tetto ai contanti e l’eliminazione dell’obbligo del “Pos”, mio figlio Giulio, in cura adesso presso il reparto “neuroscienze” dell’ospedale Pediatrico “Meyer” di Firenze, aspetta da un mese l’idrocortisone che gli è stato prescritto. Un tentativo farmacologico di evitare l’operazione di “emisferectomia” che lo restituirebbe con una emiparesi. Una speranza, l’ennesima.

Il farmaco dev’essere richiesto “off label”, non chiedetemi cosa diavolo significhi, dev’essere preparato galenicamente e la sua somministrazione dev’essere autorizzata dalla direzione della Asl di Lecce. Ho richiesto il tutto intorno al 20 di settembre, ad oggi non ho notizie. Continuo a sottoporlo a 12 sedute settimanali di riabilitazione, delle quali sono finalmente riuscito ad ottenerne 5 in convenzione dopo litigi e minacce. Le altre sono costretto a pagarle e lo posso fare grazie all’aiuto di molti di voi. Oggi Giulio ha avuto due tremende crisi epilettiche che la somministrazione di idrocortisone avrebbe molto probabilmente evitato. Eppure il signor Meloni di sanità e di disabilità non ha parlato, ha parlato di “libertà nello spendere il proprio denaro”.

Queste, evidentemente, sono le sue priorità. È evidentemente prioritario rendere più facile il riciclaggio ai trafficanti di droga, facilitare l’evasione fiscale. Nelle priorità del signor Meloni e del suo governo, altrettanto evidentemente, il mio Giulio non rientra.
Mai come in questo momento questo Paese, o nazione come ama dire il signor Meloni, mi fa sch*fo. Vorrei essere nato in Germania.