uomo e donna

SE UN UOMO CI “ACCAREZZA” SENZA PERMESSO

DI RITA NEWTON

Rita Newton

 

Ogni tanto episodi come quello degli Alpini o quello attuale di Memo Remigi fanno tornare il discorso sulle attenzioni indesiderate che si concretizzano con condotte che prevedano mani addosso più o meno insistentemente, attuate da uomini verso donne.

Concordo sul fatto che non si possa assimiliare questo tipo di comportamento con quello dello stupro e sul danno che ciò può produrre sulla carriera o immagine dell’autore del reato. Sarebbe come assimiliare le lesioni lievi o lievissime con quelle gravi.

Non sono d’accordo però né con la minimizzazione del gesto nè con l’idea che una donna debba accettare queste attenzioni considerate “carezze”, né infine che una donna di spettacolo o una in carriera debba necessariamente essere disponibile al comportamento di qualsiasi uomo perché si ipotizza che sia una “facile”. Una donna ha diritto ad essere disponibile con chi sceglie, senza che si debba entrare nel merito delle sue scelte.

Peraltro come donna so che questo tipo di attenzioni non è così neutrale a livello psicologico e penso che anche un uomo etero non sarebbe tanto distaccato se un altro uomo gli mettesse le mani addosso. Si trasale, si resta pietrificati, ci si sente sporchi e poi si vorrebbe picchiare l’autore, altro che minimizzare!

Perché permettere a qualcuno di toccarci è un dono e farlo senza permesso è un furto. Chi torna a casa vedendo che è stata visitata da un ladro prova sentimenti di invasione della propria sfera privata, figuriamoci quando si tratta del proprio corpo…