morti sul lavoro

MORTI SUL LAVORO, NON SI PARLA DI LORO

DI RITA GUMA *

RITA GUMA

 

Nei discorsi parlamentari dei principali esponenti della maggioranza non si parla di loro: dei morti sul lavoro. Giovani o vecchi che siano, e a qualunque titolo presenti in fabbrica o sul cantiere, non si prevede di ridurne il numero. Vittime sacrificali ad un’idea di impresa cui va facilitato il compito non intervenendo a disturbarla, come da dichiarazione del capo del governo Giorgia Meloni.

E’ vero, le imprese creano lavoro e sono e vanno incentivate. La burocrazia, che effettivamente in Italia è tanta e spesso non raggiunge gli scopi che si prefigge, va snellita. Ma i controlli fiscali e sulla sicurezza sul lavoro quelli vanno fatti, anzi, intensificati.

Già Brunetta aveva spiegato quale concezione di snellimento fiscale vi sia in certe alte sfere, ovvero quello della telefonata preventiva che metta in guardia gli evasori e comunque gli scorretti. Peraltro già vi sono stati episodi in cui agli ispettori dell’INAIL è stato impedito con la forza l’accesso all’impresa da controllare. Adesso questa idea potrà trasformarsi in prassi a dispetto della Costituzione.

Non sarà la prima né l’ultima ferita alla carta fondamentale che trasformerà le facilitazioni in connivenza mentre si metterà a tacere la protesta con la scusa che Putin vuole strumentalizzare la rabbia nelle piazze.

Non bisogna generarla la rabbia, facendo gli interessi dei cittadini che si è stati eletti a governare.

 

*presidente dell’Osservatorio sulla legalità e sui diritti ONLUS