Raggi e Meloni

MELONI E RAGGI: TRATTAMENTI DIVERSI

DI LINA IAQUINTO

LINA IAQUINTO

 

…perché essere la prima donna ha valore solo se è la donna gradita da uomini che occupano i posti di potere. A Virginia Raggi, prima donna sindaco di Roma, non è stata data tregua: è stata sbranata l’attimo dopo la sua elezione, ancora prima di aver dimostrato niente, né di positivo né di negativo. Il suo peccato originale era la provenienza, M5s, non appartenere alle caste, aver sbaragliato un buon numero di avversari, tra cui la Meloni, donna che godeva di amicizie potenti.

Virginia si è presentata e ha vinto, e uomini e donne, Meloni compresa, cercarono di mettere in atto gli agguati più feroci, di inventare o dar credito agli attacchi personali che dovette subire. Orde di fotografi e fotografe erano a caccia di cinghiali, di sacchetti di monnezza che non di rado venivano portati e sistemati a favore di obiettivi, per aprirci i tiggì a lingue unificate.

Come dimenticare le lamentazioni dei cosiddetti romani-bene, i vari Gassman e Dalla Chiesa – oggi, senza il minimo imbarazzo, parlamentare di Forza Italia – che raccontavano come una cloaca a cielo aperto la Roma al tempo della Raggi, e muti davanti al disastro di Gualtieri?

La prima donna sindaco di Roma ha subito attacchi personali, familiari di ogni genere. Inseguita quando accompagnava il figlio a scuola, ripresa quando stendeva il bucato, disturbata la sera tardi quando bussavano al citofono pretendendo di consegnare pizze non richieste, amanti che sbucavano come funghi!
Ricordate quella schifosissima prima pagina di Feltri e Senaldi, La patata bollente?

Oggi l’arrivo della Meloni a Chigi si pretende venga salutato come l’apparizione della madonna di Fatima! A lei che ancora nulla ha fatto – meglio non raccontare quello che ha prodotto in parlamento e nei governi Berlusconi di cui ha fatto parte negli ultimi venticinque anni – sembra dovrebbe essere dovuto un rispetto politico solo perché donna, e donna che ha messo su il governo Draghi Due.

Sapete dove dovete andare? Ecco, bravi, andateci…