Sunak e Meloni

SUNAK E MELONI NON RAPPRESENTANO CONQUISTE

DI TURI COMITO

TURI COMITO

 

Cosa hanno in comune Rishi Sunak il nuovo premier britannico figlio di indiani e la nostra Meloni figlia del popolo “daa Garbatella”?
Il fatto che nell’immaginario infantile di certa gauche caviar questi due personaggi rappresentano la straordinaria, indescrivibile, bellezza dei sistemi “open” basati sul “merito”, sulla “integrazione”, sul superamento delle differenze di genere, eccetera.
Per i loschi figuri, residuati della storia, della cosiddetta sinistra radicale attaccati a principi ormai superati tipo “chi difende gli interessi di chi, come e a che prezzo per gli interessi di altri” questi eventi “di portata storica” sono nient’altro che minchiate insignificanti. Per il semplice motivo che la risposta alla domanda di prima è che l’immigrato integrato o la donna che si è fatta da sé o l’ex operaio o l’omosessuale o chiunque altro proveniente di una fascia sociale sottorappresentata (reale o percepita) a livelli apicali di gestione del potere, se quivi arriva e difende gli interessi di classi dominanti economicamente e socialmente (che ne faccia direttamente parte come nel caso di Sunak o indirettamente come nel caso di Meloni) è nient’altro che avversario (a volte anche nemico) politico.
Non è difficile da capire, credo, per quale motivo noi facenti parte del cascame della storia consideriamo Corbyn (bianco, eterosessuale, vecchio) o Sanders (bianco, eterosessuale, vecchio, di cultura ebraica) compagni e consideriamo avversari Sunak (figlio di indiani, straricco, giovane, indù) o Meloni (giovane, bianca, madre, donna, cattolica, eccetera). Perché i primi due difendono interessi delle fasce dominate della società. Gli altri due no.
Vero che non è difficile capire?
C’è bisogno di disegnini?