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GIORGIA MELONI O LA SUA CONTROFIGURA?

DI LINA IAQUINTO

REDAZIONE

 

…”Non verrà disturbato chi fa“, ha più o meno affermato alla Camera la prima donna pdc, un vero e proprio manifesto che non specifica cosa intende con quel ‘fa’, ma racconta da quale parte la troveremo, lei e tutti i vecchi ministri che ha nominato. E sarà la parte dei più forti, di quelli a cui promette meno tasse, condono, alias pace fiscale, che definisce furbescamente tregua, poche regole, che non corrispondono per definizione a regole giuste. I nababbi ringraziano.

Ha fatto un elenco di donne che hanno avuto ruoli importanti per l’Italia, senza dimenticare Cartabia e Casellati. La prima nota per quella che Gratteri ha definito la peggiore delle riforme della giustizia nella storia della repubblica, che l’intervento su di essa da parte di Conte riuscì solo a mitigare l’impatto stile falò che fa dei processi, ma che non impedì alla commissione europea di bocciarla.
La seconda si è distinta per l’uso un po’ allegro dei voli di stato con destinazioni private, oltre che per aver manifestato sulla scalinata del palazzo di giustizia di Milano contro i magistrati e a sostegno di Berlusconi.
E poi come dimenticare quella scena pietosa del conto delle schede per l’elezione al Quirinale, al fianco del presidente Fico, quando pretendeva di essere eletta capo dello Stato.
Sarà stata contenta la senatrice Segre per non essere stata citata.
Nel suo primo discorso ha infilato pure una bugia quando nel suo atto di disconoscimento del fascismo e delle leggi razziali, che dice di considerare il punto più basso raggiunto della storia italiana, ha affermato di non essere mai stata attratta da nessun tipo di regime, fascismo incluso.
Si deve dedurre che la ventenne che dichiarava: “Penso che Mussolini fosse un buon politico. Tutto quello che ha fatto, l’ha fatto per l’Italia. Non ci sono stati altri politici come lui negli ultimi cinquant’anni” non fosse Giorgia Meloni ma una sua controfigura?
Non sono mancati i proclami e gli strali rivolti all’Europa, cui con tono fermo ha fatto sapere che lei sì farà sentire, anche se dalle foto fatte con Macron l’altra sera i toni sembravano essere stati altri.
Naturalmente l’appoggio incondizionato a Zelensky, come pattuito con Draghi e come promesso a Biden, prova ne sono le ginocchia doloranti.
La lotta alla mafia, come dimostrato dalle presenze di indagati, e arrestati di tanti fratelli in odore di ‘ndrangheta. Senza dire del suo alleato Berlusconi, pagatore della mafia, come è scritto in una sentenza a Palermo.
La sua animosità largamente sfoggiata di nuovo, dopo qualche giorno di sorrisi melliflui e scambio di dolci sguardi con Draghi, non è stata sufficiente a nascondere che ‘sotto il vestito, niente’.
Proclami, promesse, ma nessun cenno a come realizzarli.
La nostra Giorgia non riesce mai a sorprendere, noiosa e prevedibile, avrà di che studiare ed entrare in contatto con la realtà vera…