protesta in Francia

SE LA PROTESTA SOCIALE SUSCITA INSOFFERENZA

DI GABRIELLA DE  BONI

REDAZIONE

 

In Francia sta crescendo la protesta, iniziata dal rifiuto di un compromesso sullo stipendio degli operai di un’azienda. L’opinione pubblica francese è divisa tra chi appoggia e chi condanna, con una percentuale relativamente bassa (18%) che si astiene dal giudizio.

In Italia, in occasione di questi scioperi, si sentono soprattutto lamentele per il disagio che creano all’ordine pubblico e per la loro inefficacia.
E questo accoglimento da parte dell’opinione pubblica li rende, appunto, inefficaci. Una “autotrappola”, se così si può dire.

Io credo che questi fenomeni siano reazioni naturali (se si riesce a non farle degenerare, ovviamente, altro aspetto interessante) in una società che ha ancora un minimo senso di sé, e che sente che c’è qualcosa che non va anche se non sa bene individuare i nodi veri e scatta su singoli fatti, che sono più conseguenze che cause.

Non importa il motivo preciso per cui scattano queste reazioni: sono sintomi di insofferenza generale che finché vengono espressi significano che la società è ancora viva e reattiva, e in qualche modo funziona. E questo io credo che sia fondamentale.

È molto significativo che in Italia di questi fatti se ne parli pochissimo. Molto significativo.