Giorgia Meloni

DONNA AL VOLANTE CON GUIDA A DESTRA

DI RITA NEWTON

Rita Newton

 

Salvini e Berlusconi si lanciavano sguardi ironici mentre Meloni dichiarava di essere stata designata dal centrodestra come presidente del Consiglio in pectore. Mai successo con un candidato uomo, ma è l’unica cosa che hanno potuto fare per compensare la loro frustrazione rispetto alle percentuali elettorali e al fatto di non poter cantare come galli ma fare solo da “fiancheggiatori”.
Santanché,  fra tanti che hanno cambiato faccia politicamente decine di volte, l’ha cambiata soprattutto grazie al chirurgo plastico, a photoshop o a filtri tali da farla sembrare teenager. Ovviamente non potrà chiedere ai fotografi di cronaca politica di fare altrettanto, potrà solo distrarre con i suoi abiti arlecchino o fluo e il piglio da eterna vacanziera che forse è l’unica dote che la rende idonea al ministero de turismo.
Casellati: avremo ancora sprechi e inquinamento dovuti ai voli di stato continui per tornare a casa o si deciderà a traslocare a Roma?
Immagino le riforme che potrà fare questa privilegiata snob che non ha la minima consapevolezza della realtà del paese e delle famiglie che non arrivano a fine mese mentre lei ostenta gioielli e pellicce e spreca i nostri soldi.
Roccella è fra gli esperti di cambio casacca, da Radicale a Popolo delle libertà a NCD a UdC fino a Fratelli d’Italia. Adesso si occuperà dei figli d’Italia. Quelli degli altri, volenti o nolenti.
Infine, Meloni
Ho letto vari commenti di uomini e donne che lamentavano che avere finalmente una donna al vertice non sarebbe una conquista per le donne perché Meloni non si occuperà dei loro diritti. Mi chiedo perché dovrebbe farlo. La vera parità è non fare differenze, partendo da lei.
Personalmente la giudico come giudicherei un uomo. Non ho mai voluto una donna nelle istituzioni con lo scopo di portare al governo le istanze delle donne, marcando così la differenza. Volevo che a una donna venisse data la stessa possibilità di un uomo di governare, sperando che lo facesse con una cifra peculiare, come la Merkel.
Pretendere diversamente sarebbe una contraddizione in termini. Inoltre sarebbe come dire che un premier anziano debba curare principalmente i diritti degli anziani (quindi lei – avendo 45 anni – non li dovrebbe considerare), uno giovane dei giovani e così via.
Diverso è osservare che Meloni, come molti uomini e donne della sua squadra, ha purtroppo idee retrograde e lesive dei diritti in generale.