giornali

LIBERTA’ DI ESPRESSIONE NEI PAESI SERVI E PADRONI

DI TURI COMITO

TURI COMITO

 

Queste prime pagine mainstream e queste dichiarazioni di politici (Letta, Conte) allarmatissime su quanto detto dal vecchio manigoldo leader di forza Italia ai suoi a proposito della guerra mi hanno fatto ricordare, per opposizione, a quel che succede negli Usa e in Israele.

Nel primo puoi fare campagna elettorale, anche per le presidenziali, e attività politica o di informazione dichiarando il contrario di tutto quel che dice l’amministrazione in carica e l’informazione blasonata a proposito di qualunque cosa (o quasi) senza che nessuno si agiti. Anzi considerando il fenomeno esempio lampante della applicazione pratica della libertà di pensiero sacra e necessaria (e così è) in una democrazia liberale.

In Israele puoi liberamente pubblicare giornali, insegnare all’università, scrivere libri sulle nefandezze dei governi nei confronti del paese occupato (Palestina) e, di nuovo, è esempio di democrazia.

Se invece sei dentro un paese democratico alleato degli Usa o di Israele e dici le stesse cose che negli Usa dicono gli oppositori dell’amministrazione in carica (qualunque sia) o in Israele quel che dicono liberamente i più accesi critici dell’occupazione e dell’apartheid le cose cambiano radicalmente.

Nel primo caso i custodi della alleanza ti manganellano mediaticamente dicendo che sei antiamericano, odiatore di chi ti ha liberato dal nazifascismo, eccetera.

Nel caso di Israele addirittura si arriva all’infamia di essere dichiarati antisemiti.

Vedete, dopotutto non ci vuole molto a capire la differenza tra paesi dominanti e paesi dominati. Tra gente che comanda e gente che ubbidisce.

Insomma, tra padrone (democratico) e servo (altrettanto democratico, si capisce).