Putin e Berlusconi

BERLUSCONI INFRANGE LA NARRAZIONE SU PUTIN

DI ALBERTO BORGHESANI

REDAZIONE

 

Quello che irrita maggiormente giornalisti e establishment europeo nelle sparate senza filtro di Berlusconi è che infrangono la narrazione vigente di Putin come dittatore solitario, isolato, fobico, paranoico, folle, misero, malato, decadente e declinante.

L’arzillo sclerotico è una mina vagante, l’unico vero spettro che si aggira per l’ Europa, in latenza cronica di Marxismo.
Da un lato, è certamente incapace o refrattario ad accettare che il Mondo sia andato avanti anche dopo\senza di lui, dall’altro è paradossalmente, insieme ad Angela Merkel, simulacro vivente di un capitolo di storia politica tanto recente quanto oggi irascibilmente e nervosamente scosso, rivoluzionato e ribaltato.

Su di chi sia la colpa di questo ribaltamento di fronte ci accapigliamo male da Febbraio, in una guerra di trincea sorda a suon di aggreditieaggressori e provocazioni Nato.

Patetico e sorprendente: tocca al vecchio scemo la parte dell’anziano navigato servitore dello Stato, che sfoglia l’album fotografico dei ricordi e gli scende la lacrimuccia nel vedere tanta intima complicità con lo Zar di Russia.

Patetico e sorprendente: mi ritrovo, dopo anni di avversione, su posizioni molto vagamente simili alle sue, senza vergogna perché credo che farsi venire qualche dubbio su una patente di “Nemico Da Distruggere” distribuita con nevrotica leggerezza sia legittimo all’interno di un dibattito democratico.

Insomma Berlusconi sembra sulla strada dell’ultimo Cossiga.

Temuto, rispettato, venerato fin che mentiva come un cane, deriso, dileggiato e “uscito pazzo” quando ha cominciato a esternare un fritto misto di verità cristalline e intemerate da anziano berciante alle nuvole.