povertà

GUARDIAMOCI IN GIRO E REAGIAMO

DI DOMENICO TIZIANI

DOMENICO TIZIANI

 

Secondo gli ultimi dati, 1 italiano su 10 è in povertà assoluta, quasi 6 milioni, il triplo di 15 anni fa. Ci sono, poi, altri milioni di persone che erano sulla soglia della povertà assoluta, e che in questo inverno che si preannuncia durissimo, rischiano di aggiungersi a quei sei milioni.

Quando andate in giro per la vostra città o paese, incrociate ogni giorno centinaia di persone, sappiate che molti di loro, uomini, donne, vecchi, bambini, non sono in grado di soddisfare i bisogni essenziali, cibo, vestiti, riscaldamento, devono rinunciare a curarsi perché, nel frattempo, il Sistema Sanitario Nazionale che fino a pochi anni fa era un’eccellenza mondiale, è stato smantellato.

Ammiro chi si dà da fare per alleviare le sofferenze di questo esercito le cui fila si ingrossano, ogni giorno che passa, Caritas e associazioni analoghe, ma non è con la carità che si risolvono i problemi. Il problema è politico. E’ un problema di sistema se, nel frattempo, ci sono qualche centinaia di migliaia di persone che si sono arricchite in maniera smisurata, se un top manager si mette in tasca 100, 200, 1000 volte quello che guadagna un operaio.

Provo ribrezzo, ve lo confesso, per un sistema di potere che non ha fatto niente perché questo non avvenisse e che, aggrappato ai propri privilegi, non si pone minimamente il problema della redistribuzione della ricchezza. Anche se so che non è con il disprezzo verso chi ci ha portato in questa situazione che cambierà lo stato delle cose, quello che serve è una lotta, durissima, perché le cose si modifichino, quello che è certo è che il sistema capitalistico, il neo-liberismo selvaggio stanno mostrando il loro volto più feroce, in tutte le sue componenti.

Dalla destra fino a chi ha goduto, a sinistra, di una rendita di posizione derivante da storia e tradizione, se tutto questo non spinge ad organizzarci, darci gli strumenti politici per contrastare chi spende sempre più miliardi per armamenti, per uccidere, per fare guerre e su questo lucra, si preannunciano giorni durissimi.

E’ proprio il caso di dire, se non ora, quando? E mi risuonano sempre più forti nelle orecchie le parole di Rosa Luxemburg “O socialismo o barbarie”.