OBIETTORI DI COSCIENZA, NON SOLO IN RUSSIA

DI RITA NEWTON

Rita Newton

 

 

Un giovane rapper russo si è dato la morte per via della chiamata alle armi. Non riteneva giusto uccidere, anche se fosse stato in nome di un ideale, ed ha compiuto un gesto da leggersi anche come protesta.

La stampa, tuttavia, ci bombarda con notizie sulla fuga di giovani e adulti russi che non vogliono andare a combattere. Quasi nessuno però parla dei giovani ucraini obiettori di coscienza alla leva obbligatoria.

Dal gennaio scorso l’esercito ucraino ha intentato oltre 5.000 cause legali contro gli obiettori di coscienza, 2.500 solo negli ultimi mesi. Si prevedono condanne a pene detentive vanno dai 5 ai 10 anni e a pesanti spese giudiziarie.

Gli attivisti italiani della Carovana Stopthewarnow si sono recati a Kiev ed hanno incontrato un gruppo di pacifisti ucraini con cui hanno lanciato un appello ai governi dei paesi UE affinché riconoscano lo status di rifugiato agli obiettori, ai disertori e ai renitenti alla leva militare di Russia, Ucraina e Bielorussia.

Visti i precedenti, chissà se l’eventuale accoglimento della richiesta sarà universale o discriminatorio…