Lula e Bolsonaro

LULA E BOLSONARO: BRASILE LONTANO MA C’E’ L’EFFETTO FARFALLA

DI RITA NEWTON

Rita Newton

 

Ha 76 anni ma ancora tanta voglia di fare. E, agendo per il suo paese, influirà sul mondo. Sto parlando di Luiz Inácio da Silva, detto Lula, l’ex presidente del Brasile che si sfida oggi con Jair Bolsonaro, attuale presidente, per tornare in carica.

Lula è dato ampiamente per favorito (51% contro 37) ma – dopo anni di processi messi in piedi con false accuse per tenerlo lontano dalla politica – si teme che le elezioni siano truccate o che alla sua vittoria segua un golpe. Preoccupazione, questa, che è stata espressa anche dal presidente del Cile Gabriel Boric, il quale, chiamando a raccolta i paesi latini, ha avvertito chi manovra nell’ombra che vi saranno vigilanza e reazioni.

Perché a noi dovrebbe interessare

La teoria dell’effetto farfalla afferma che il battito delle ali di una farfalla in Brasile può provocare un tornado in Texas. Mai come in questa occasione la teoria è vera e calzante. Infatti una vittoria di Lula sposterebbe verso sinistra il baricentro della politica mondiale che vede le destre vincere invece in diversi paesi occidentali.

Una vittoria di Lula salverebbe una cospicua parte della foresta amazzonica, che è il più grande polmone del mondo, dagli speculatori della deforestazione cui Bolsonaro ha dato protezione durante il suo mandato. Ogni albero tagliato in questi anni è stata una ferita al pianeta e anche a noi, sebbene non molti ci abbiano mai pensato. E questo ha influito negativamente sul clima. Quindi in effetti qualche tornado all’altro capo del mondo la farfalla brasiliana potrebbe averlo scatenato.

Chi ha interesse a boicottare Lula

Oltre al suo avversario Bolsonaro e al mondo affaristico a lui vicino, anche gli Stati Uniti hanno interesse a che Lula non arrivi sullo scranno presidenziale. E ciò non solo per non spostare l’asse verso uno stato socialista, che Washinton vede come il fumo negli occhi, ma per non portare sostegno alla causa di Putin.

Infatti il Brasile è fra i paesi Brics (Brasile, Russia, India, Cina, Sudafrica), che riguardo all’economia, all’energia e alle materie prime importanti non gravitano nell’orbita occidentale. Anche politicamente, con un Lula al comando. Insomma, il battito delle ali di farfalla in Brasile che provoca un tornado in Texas sarebbe in questo caso letterale.

Un processo alle intenzioni? Non dimentichiamo tutto quello che è accaduto negli anni ’70, quando la CIA realizzò l’operazione Condor in America Latina per mettere in piedi o sostenere le sanguinarie dittature centro e sudamericane. E questo sebbene si sentano tante roboanti dichiarazioni sulla sovranità degli stati, le ingerenze etc. Anche se oggi alcuni metodi sono differenti, in Brasile quello giudiziario e quello della propaganda non hanno funzionato. Lula è ancora in corsa e ancora favorito.

Boric ha ragione: bisogna stare attenti.