schede elettorali del fascismo

MAI PIU’ UN UOMO SOLO AL COMANDO – 25 marzo 1934

DI RINALDO BATTAGLIA

REDAZIONE

 

 

(…) La generazione di mio padre era nata quando nella scuola insegnavano a cantare ‘libro e moschetto, fascista perfetto.

Nella sua giovinezza la vita di tutti i giorni non si basava su: “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali” come sancisce l’art. 3 della nostra Costituzione, nata sui fallimenti e crimini del fascismo.

Al tempo della giovinezza della generazione di mio padre comandavano le Leggi Razziali del 5 agosto 1938, con altre musiche e suoni:
È tempo che gli Italiani si proclamino francamente razzisti. Tutta l’opera che finora ha fatto il Regime in Italia è in fondo del razzismo. Frequentissimo è stato sempre nei discorsi del Capo il richiamo ai concetti di razza. La questione del razzismo in Italia deve essere trattata da un punto di vista puramente biologico, senza intenzioni filosofiche o religiose. La concezione del razzismo in Italia deve essere essenzialmente italiana e l’indirizzo ariano-nordico.”
(…)
Per chi conosce la Storia delle ‘votazioni politiche’ del nostro Paese sa bene che si andò a votare anche in un altro 25 del mese.
Era il 1934, il 25 marzo 1934.
La precedente votazione – regolare nei tempi ossia 5 anni esatti prima – era stata invece il 24 marzo 1929.
Mussolini da vero ‘uomo forte’ in un paese di ‘menti deboli’ vinse entrambe le elezioni. Un po’ come Putin (o Orban in Ungheria se preferite) qualche anno fa e in più riprese. Con una maggioranza che gli esperti chiamano ‘bulgara’.
Dopo non ci furono più elezioni, si arrivò alla guerra.
Gli uomini forti e le menti deboli portano sempre alla guerra, bisogna intervenire prima. Per questo bisogna sempre farlo prima e per tempo.
Mi auguro personalmente che dopo il 25 settembre 2022 coloro che ‘richiedono’ l’uomo forte – in Italia soprattutto – si facciano da parte e cambino mestiere. Magari si mettano a studiare la nostra Storia e, perché no, anche alcune parole di ‘quello che ha fatto anche cose buone’…. quello che per anni anche nella mia Vicenza il 28 aprile hanno onorato con necrologi sul giornale di città.
A me basterebbe che leggessero queste sue righe:
Bisogna cominciare dal migliorare, con opportune selezioni, il bestiame elettorale. Poi bisognerà sopprimere il criterio di uguaglianza fra i membri di codesto bestiame. Mettere in discussione insomma il suffragio universale, altrimenti definibile come la suprema mascherata della democrazia”.
(Benito Mussolini – 2 luglio 1922 – articolo sul Popolo d’Italia)
Per me bastano e avanzano.
Se le leggessero, si capirebbe subito la differenza tra democrazia e dittatura e il rischio di avere ancora, oggi e domani, uomini forti e menti deboli.
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Foto sotto: schede elettorali nelle elezioni ‘libere’ del 25 marzo 1934.
schede elettorali del fascismo
Il votante doveva solo decidere quale scheda votare e quale consegnare all’uscita.
Si ricorda che, dopo le leggi fascistissime del 1925/1926, chi non era fascista non poteva lavorare….. quindi se tu consegnavi all’uscita del seggio quella tricolore (cioè avevi votato l’altra) voleva dire che eri antifascista….
Se andava bene eri, nell’immediato futuro, solo un disoccupato, solo un emarginato, un appestato. Come la tua famiglia. Se insistevi… era il confino.
elezioni 34-29
(*) 18 settembre 2022 – Rinaldo Battaglia
liberamente tratto da ‘A Podhum io scrivevo sui muri’ e ‘Il dolore degli altri’ entrambi con editore Ventus/AliRibelli – 2022
a Podhum scrivevo sui muri