voto per i bambini

AL SEGGIO IL FUTURO DEI BAMBINI

DI DOMENICO TIZIANI

REDAZIONE

 

 

Di buonora, come sempre, mi sono recato a votare perché, come si diceva una volta, non si sa mai quello che può succedere e la scheda nell’urna è bene, a scanso di sorprese, che sia stata imbucata. Una tradizione e anche un riflesso condizionato, nato quando si era orgogliosi di mettere la croce sul primo simbolo, in alto, a sinistra.

Ora, il voto più che mosso dall’orgoglio di dimostrare chi e quanti eravamo, nasce da un sentimento di difesa, per tentare di arginare la slavina di inciviltà che rischia di sommergerci tutti.

Davanti a me, al seggio, un uomo giovane, 35-40 anni con un bambino di 6-7 anni che lo accompagnava.

“Babbo, perché votiamo?”

“Votiamo per scegliere chi farà le leggi sulla scuola, sulla sanità, sul lavoro“.

Ecco, ricordatevi di questo, quando andrete, se non l’avete già fatto, a votare e scegliete chi le leggi sulla scuola, sulla sanità, sul lavoro le farà, se avrà i numeri per farle, tenendo conto dell’interesse generale, soprattutto di quello di quei bambini che, ora, hanno 6-7 anni e ai quali rischiamo di consegnare un mondo orribile e non dell’interesse dei pochi che da questo mondo orribile traggono profitto.

Buon voto.