scheda voto fascismo

L’ASTENSIONE NON E’ RIBELLIONE MA ABDICAZIONE

DI RITA NEWTON

Rita Newton

 

 

Ho letto le affermazioni sulla bontà dell’astensione da parte di personaggi che possono godere di tribune televisive e di colonne su pagine nazionali. Secondo costoro astenersi sarebbe un gesto di ribellione. Dissento totalmente, anzi penso che le loro dichiarazioni siano strumentali.

In primo luogo, non è possibile distinguere fra chi non vota perché ha avuto un impedimento e chi non lo fa per sua volontà. Quindi il vero gesto di ribellione non si vede.

In secondo luogo, a differenza che per i referendum, il non-voto alle elezioni non cambia niente, non esistendo un quorum. I partiti vanno in parlamento in base alle percentuali prese sul totale dei voti espressi, fossero pure il 30% sul totale dei votanti. Quindi il ribelle che non ha votato non conterà nulla. I partiti vincitori potranno farsene beffe.

Thomas Jefferson diceva “Non abbiamo un governo dalla maggioranza. Abbiamo il governo della maggioranza che partecipa“.

Comprendo chi vuole ribellarsi e non crede nel voto, eppure per farlo capire deve recarsi al seggio e annullare la scheda. In questo modo dimostra chiaramente la sua volontà di esprimere dissenso.

Va poi considerato un altro importante aspetto che invece dovrebbe indurre ad esprimere un voto valido per sostenere un proprio rappresentante. Un tempo il diritto di votare era riservato solo agli uomini delle classi abbienti. Poi, durante il fascismo ci furono solo schede come quella in fotografia, per confermare deputati già individuati dal Gran Consiglio Nazionale del Fascismo.

Le donne ottennero il diritto di essere elettrici solo nel 1945 e quello di potersi candidare nel 1946. Il diritto di voto universale è stata una conquista pagata con il sangue di coloro che liberarono l’Italia. Anche per questo l’articolo 48 della Costituzione afferma che il voto è un “dovere civico“.

E con la guerra nucleare alle porte, il voto è anche un gesto di responsabilità, visto dove ci stanno portando quelli che stanno gestendo il potere attualmente. Un gesto verso i nostri figli e nipoti che potranno chiederci, un giorno: cosa hai fatto per impedirlo? Cosa hai fatto per incidere su chi prendeva le decisioni?

Chi non ha votato potrà solo rispondere che ha lasciato gli altri liberi di decidere anche per lui/lei e pure per le nuove generazioni.

E non a caso abbiamo queste dichiarazioni pro non-voto da parte di chi è già schierato con l’ipotetico vincitore e quindi teme il voto non allineato. Per questo cerca di incidere sulle persone scoraggiate, deluse o dubbiose, che indirizzando il voto in modo non preconfezionato potrebbero fare la differenza rispetto alle previsioni.

Alfieri mediatici del non voto che si fingono ribelli mentre sono solo servizievoli verso i poteri forti e mirano ad evitare che noi possiamo disturbare il manovratore.