guerra totale

SE LA PACE SOCIALE E MONDIALE NON CONVIENE

DI RITA NEWTON
Rita Newton

Oggi è la giornata internazionale della pace, ma difficilmente si può trovare un momento storico in cui ne siamo stati lontani come adesso. Siamo vicinissimi ad una guerra mondiale e anche sul fonte interno c’è chi provoca disuguaglianze talmente profonde da minare la pace sociale.

Entrambe le situazioni sono determinate da meri interessi di bottega e condite con menzogne di ogni sorta nella speranza, talvolta esaudita, di far cadere i polli nella rete.

Così si stanziano in un colpo solo altri 7 miliardi per l’acquisto di armi e si narra che il problema del paese sarebbe il reddito di cittadinanza, che comporta una spesa annuale media di poco superiore a 6 miliardi. E riguarda meno di 3 milioni di percettori, la maggior parte dei quali famiglie con disabili e anziani e non truffatori, che secondo la Guardia di Finanza sono solo l’1%.

Si lasciano salire i prezzi dell’energia e si impongono agli Italiani limitazioni alle temperature e alle soglie di assorbimento energetico per il prossimo inverno. E non si tolgono, invece, i vincoli burocratici all’allacciamento alla rete elettrica di decine di terawatt già oggi disponibili grazie a impianti ad energie rinnovabili.

L’unica misura di buon senso per arginare l’assorbimento energetico è stato il superbonus 110%, che ha permesso la coibentazione degli edifici, il cambio caldaie con altre più efficienti e l’installazione di pannelli fotovoltaici privati. Con riduzione dell’inquinamento e delle emissioni di CO2. Tale misura è stata finanziata con parte dei 600 miliardi del PNRR ottenuti dall’Europa. Importo che in parte è destinato a risolvere il problema idrico e quello della produzione energetica.

Le misure adottate da alcuni e quelle proposte in campagna elettorale da altri, come la flat tax, uguale solo di nome, mostrano chi vuole la pace sociale e chi la guerra, anche totale. Chi mira a portare equità e chi a creare ed approfondire disuguaglianze. Chi cerca soluzioni diplomatiche e chi lo scontro.

Ogni conflitto, si sa, porta vantaggi per alcuni. Non stupisce perciò che l’arma principalmente adottata dai politici e dalla stampa schierata sia la menzogna. Riportare i fatti di cui sopra sarebbe di troppo danno alle forze politiche che perseguono come primi interessi quelli dei poteri finanziari nonché i vantaggi per l’amico statunitense. A costo di sacrificare fino all’ultimo italiano.