CHI HA FINANZIATO DAVVERO I PARTITI ITALIANI

DI RITA NEWTON
Rita Newton

Forse non tutti i cittadini sanno (ma stupisce non lo sappiano i politici) che le nostre elezioni sono state per decenni parzialmente controllate dagli Stati Uniti.

Verso la fine della guerra, Gran Bretagna e Stati Uniti finanziarono qualche gruppo partigiano (e futuro partito politico) per garantirsi il controllo della penisola italica con la sua eccezionale posizione nel Mediterraneo.

Era fondamentale che il comunismo non trionfasse alle successive elezioni e il nostro paese non passasse sotto la sfera di influenza sovietica. Quindi fu finanziato e armato quello che era l’embrione della DC, come dimostrano documenti statunitensi declassificati sul supporto della CIA ai partiti centristi italiani per le elezioni politiche italiane del 1948.

Questi finanziamenti continuarono anche nei decenni successivi, dotando personaggi disponibili a collaborazioni con gli USA dei fondi necessari a fare campagna elettorale. La CIA spese almeno 65 milioni di dollari per aiutare a eleggere politici italiani, tra cui ogni politico della DC che abbia mai vinto un’elezione nazionale in Italia. I beneficiati ovviamente ricambiavano con la fedeltà all’amico statunitense.

Oggi che la DC è morta si trovano altri canali. Il principale finanziatore del PD, almeno negli anni recenti, è stata un’azienda americana. Si chiama Social Changes Inc. ed è basata a Santa Monica (California). Diretta da persone molto vicine ai Democrats, già nel 2019 era entrata nel giro dei finanziamenti alla politica in Italia: 150 mila euro per sostenere due candidati giovanissimi del PD alle Europee.

Per questo non chiuderemo mai le basi Nato in Italia, a prescindere da ogni considerazione sul fatto che siamo firmatari dell’accordo atlantico che sta alla base di questo organismo internazionale e sulla convenienza di poter contare su questo ombrello contro eventuali attacchi di potenze straniere.

E per questo è curioso come gli Stati Uniti, in prossimità delle elezioni italiane, facciano filtrare “informazioni” sui presunti finanziamenti russi ai partiti di mezza Europa. Subito alcuni politici senza scrupoli ne hanno approfittato per screditare gli avversari dando per scontato che questi finanziamenti riguardassero anche l’Italia. Cosa, che come sta emergendo in queste ore, non è vera.

In un periodo in cui è vietato diffondere risultati di sondaggi per non influenzare le elezioni, un giornale degno dei suoi fondatori avrebbe fatto un’inchiesta a tutto campo e smentito quello che c’era da smentire. E i politici, anche per non essere sbugiardati, sarebbero andati cauti nei giudizi.

Una bruttissima pagina sia per la politica italiana che per l’informazione.

 

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