Dietro la porta

COMBATTERE LA VIOLENZA SULLE DONNE: RESPONSABILITA’ DI TUTTI

DI RITA NEWTON
Rita Newton

La collaborazione fra istituzioni dello stato e volontarie con la società civile è indispensabile per risolvere il problema della violenza sulle donne. Violenza fisica, psicologica, sessuale.

Tali aspetti sono emersi durante l’incontro di ieri sera a Latina, in cui è stato proiettato il cortometraggio “Dietro la porta”, per la regia di Walter Croce. Il film è basato sul libro autobiografico di Claudia Saba, Sara nel film, che narra una storia di abusi e di solitudine, di supporto e di coraggio. Un’opera che è uno schiaffo in faccia a chi non vuol vedere e una ferita all’anima per chi è rimasto umano.

Una storia che, pur nelle sue peculiarità, è tante storie. Quelle di tutte le donne ferite dall’amore. L’amore malato che scredita, che umilia, che picchia, che isola, che stupra. L’amore ossessivo del possesso che arriva ad uccidere, brutalmente, perché quella donna non debba appartenere a nessun altro che all’assassino.

A fare da contraltare agli uomini abusanti, in primis il regista Walter Croce, anche sceneggiatore e produttore del film. Colui che ha creduto nel progetto dimostrando come un uomo possa compenetrarsi in quanto subìto da una donna abusata ed avere voglia di denunciarlo con forza. Accanto a lui i bravissimi attori Fabrizio Giannini e Giorgio Gobbi, che si sono sobbarcati ruoli negativi pur di sostenere il progetto.

Il contributo degli uomini per contrastare il fenomeno degli abusi e del femminicidio è importante. Essi, nella società, possono essere testimoni ed educatori verso il loro stesso sesso, del quale peraltro ben comprendono la psicologia.

Ma è fondamentale anche il contributo delle altre donne, a partire da quelle di famiglia, che a volte si girano dall’altra parte, anche quando la vittima chiede il loro aiuto. Delle donne che nella società non sempre supportano, ma giudicano la vittima e ribaltano le responsabilità. Delle donne che – con le parole e con l’esempio – educano i figli maschi e femmine a perpetuare la cultura patriarcale.

Invece il cast femminile del film è un grido corale a sostegno di Sara e di tutte le donne abusate. Da Barbara De Rossi, che nel film interpreta magistralmente la psicologa, a Rosanna Casale, Grazia Di Michele e Mariella Nava che insieme hanno realizzato la canzone tema del film. E naturalmente alle bravissime Raffaella Anzalone e Nadia Rinaldi.

Ma se la società civile deve fare la sua parte, anche con associazioni a sostegno delle donne, fondamentale è l’impegno delle Forze dell’Ordine, rappresentate all’incontro dall’ispettrice superiore della Polizia di Stato Alba Faraone. Faraone ha portato la testimonianza dei trentatré anni di esperienza che l’hanno vista impegnata con vittime di violenza domestica. Donne e bambini.

Claudia Saba ha saputo sublimare il suo dolore nella scrittura ed il suo percorso di rinascita nella poesia. Ha preso le redini della sua vita. Tuttavia altre donne e ragazzine che vivono situazioni simili non hanno il coraggio di denunciare e vivono nell’abuso o vengono uccise.

Questo perché dal punto di vista normativo, organizzativo e formativo degli operatori, nonostante il codice rosso, ci sono ancora molti passi avanti da fare. Sono passi indispensabili affinché la decisione di riprendersi la propria vita delle donne, quando prendono coscienza che quell’amore è tossico, non si trasformi nella perdita della vita ad opera del femminicida.