Caserma Mignone

MAI PIU’: 23 SOLDATI EROI, UN’UNICA TOMBA – 12 settembre 1944

DI RINALDO BATTAGLIA

REDAZIONE

 

Il 12 settembre 1944 un gruppo di S.S. tedesche, accompagnato da guardie ucraine del lager di Bolzano, uccise 23 giovani uomini nella vicina ex-caserma Mignone a Oltrisarco, seppellendo poi i corpi in una unica fossa comune del cimitero maggiore sempre di Oltrisarco, senza dare neanche a loro la possibilità un domani di essere identificati corpo per corpo.

Responsabile dell’eccidio fu il generale delle SS Wilhelm Harster, a quel tempo capo della polizia di sicurezza e dei servizi di sicurezza di Verona. E’ passato alla Storia come uno dei più grandi criminali del Terzo Reich con l’accusa di aver deportato nei lager di sterminio oltre 7.000 ebrei.
Non è escluso comunque che vi fosse anche un altro responsabile, quale il gen. Friedrich Kranebitter, Sturmbannführer delle SS di stanza a Bolzano e già attivo criminale nel Campo di Fossoli. Tra le SS ucraine venne più tardi identificato ed accusato Mischa Seifert, condannato all’ergastolo in Cassazione per una decina di omicidi commessi nel lager di Bolzano tra il 1944 e il 1945.

I 23 giovani erano ex-soldati del nostro Regio Esercito che dopo l’8 settembre 1943 avevano deciso di continuare combattere per l’Italia (ora Regno del Sud) nel rispetto dell’Armistizio e contro i nazifascisti. Alcuni di loro addirittura facevano parte di squadre addestrate per missioni segrete, organizzate dagli Alleati (sia dal servizio segreto inglese che da quello USA). Erano stati tutti catturati fra la fine ‘43 e inizio ‘44 in più operazioni nelle zone ancora in mano ai nazifascisti e incarcerati quasi tutti dapprima a Verona e poi nel lager di Bolzano.

Solo a guerra finita fu possibile recuperare i corpi ma senza – come già detto – dare un nome esatto ad ognuno di quei cadaveri. Si è così preferito onorarli tutti assieme, senza separarli, come fossero fratelli e seppellirli tutti nel cimitero militare di San Giacomo sempre a Bolzano. Dove tuttora giacciono.

Ma per quasi 60 anni (di fatto fino al 2006) quasi nessuno conosceva la loro vicenda e i loro rischiosi incarichi o ruoli. Oggi 8 di loro risultano insigniti di medaglie al valor militare, proprio a motivo della loro rischiosa attività antifascista e antinazista.

Oggi in Italia sta avendo successo uno sport nuovo, quello di dedicare vie o piazze a uomini del fascismo che col fascismo si sono sporcati le mani e le coscienze. E’ il vento nuovo…che avanza…

Mi permetto però io di suggerire – se rimanesse caso mai ancora qualche via senza nome – una dedica ai 23 martiri della caserma Mignone, tutti assieme perché tutti assieme sono stati ammazzati e tutti assieme sepolti e confusi tra loro, come fossero un unico corpo.

E magari domandandoci a che cosa il loro sacrificio sia davvero servito. Tutti assieme o anche separatamente, uno a uno.

alla sera mangiavamo la neve
12 settembre 2022 – 78 anni dopo – Rinaldo Battaglia
liberamente tratto da ‘Alla sera mangiavamo la neve’ – ed. AliRibelli – 2021