MAI PIU’: LE SCARPE DI MAJDANEK – 11 settembre 1944

DI RINALDO BATTAGLIA
REDAZIONE
Ma arrivavano a Vienna anche altre voci, meno favorevoli e più spaventose. Alcune famiglie ebree erano venute a conoscenza, ed in modo documentato, di cosa stesse accadendo nel Ghetto di Varsavia. Altre di quello di Lublino. Nei ghetti si soffriva la fame, le malattie non venivano curate, le SS e la Gestapo spadroneggiavano a piacere con la massima violenza e crudeltà. Girava la voce che ci fossero camion speciali, usati solo per uccidere gli ebrei che venivano costretti a salirci con inaudita ferocia. Famiglie intere, bambini. Bambini soprattutto.
Forse non esisteva ‘paradise-ghetto’.

Forse era tutta una menzogna per liberare Vienna e lasciare ai nazisti tutte le proprie ricchezze. Forse era davvero la loro ‘festa del raccolto’ (o Erntefest), come furono chiamate da Himmler le due settimane di morte a Majdanek, con 200.000 ebrei che vennero gasati a metà ottobre’43 non prima di averli in toto derubati di ogni loro avere e ‘raccolto’ da loro anche l’ultimo grammo di oro, case, proprietà. Persino i vestiti che portavano addosso. Persino le scarpe.

Quando i Russi arrivarono e liberarono Majdanek, nel settembre’44, trovarono, in un enorme magazzino, pile grandissime di scarpe, pile talmente alte che avevano sfondato col loro peso un grande muro. Vennero quantificate in non meno di 820.000 paia. Scarpe da uomo, donna e bambino. Da bambino soprattutto.

Un giornalista di guerra (Richard Lauterbach), presente in quei giorni nel lager, pubblicò le foto di quelle scarpe sul Time, l’11 settembre ‘44, col titolo “Murder Incorporated” (Omicidio incorporato) solo dopo alcuni giorni dalla sua visita. Prima dovette raccogliere tutte le sue forze per quell’articolo. Non riusciva a scriverlo. Ed era un giornalista ‘di guerra’ da molti anni sul fronte, avvezzo a tutto, oramai.820.000 paia di scarpe: scarpe da uomo, donna e bambino.
Da bambino soprattutto.

La ‘festa del raccolto’ col sequestro dei beni di proprietà delle famiglie ebraiche avvenne anche nell’Italia di Mussolini, da vero socio in affari del Fuhrer. In particolare con la nascita della Repubblica Sociale Italiana, dopo il 23 settembre 1943, che considerò superato ed inefficace l’armistizio dell’8 settembre e ne proseguì la guerra a fianco dei nazisti. E con essa la ‘caccia’ agli ebrei venne ribadita e rafforzata.

Nella Carta di Verona, il programma politico della RSI, lo si citava inequivocabilmente al punto 7:“gli appartenenti alla razza ebraica sono stranieri. Durante questa guerra appartengono a nazionalità nemica”.

Questo è stato il nazi-fascismo razzista e antisemita. Tutto il resto non conta, tutto il resto viene dopo.
Majdanek, mai più.
11 settembre 2022 – Rinaldo Battaglia
liberamente tratto da ‘Non ho visto farfalle a Terezìn – cap. 1: La festa del raccolto’. – Ed. AliRibelli – 2021
Non ho visto farfalle a Terezin