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A PROPOSITO DI VOTO “UTILE”

DI DOMENICO TIZIANI
REDAZIONE

Il tetto al prezzo del gas diventa una bella favola che potremo narrare ai nipoti “C’era una volta Draghi che ci raccontava, ogni settimana, che il prezzo del gas sarebbe stato calmierato…”, provocando brividi di paura tra le famiglie con redditi medio-bassi che stanno già pensando a cosa rinunciare per potersi scaldare, con decine di migliaia di aziende sull’orlo della chiusura per l’insopportabile costo dell’energia.

C’è però un settore che non conosce crisi, quello della produzione delle armi.

Esso è sostenuto in modo bipartisan da uno schieramento che va da Crosetto, Fratelli d’Italia, presidente dell’AIAD, associazione che riunisce molte aziende che operano nel settore della “difesa”, a Italia Viva, che spinge perché per gli armamenti sia rapidamente raggiunto e superato il limite di spesa del 2% del Pil.

Inoltre trova una sponda compiacente nel governo Draghi, con in testa Guerini, ministro Pd della difesa, che è riuscito, anche con il governo in crisi, a strappare altri 22 miliardi  di spesa per il settore armamenti per i prossimi anni, rendendo felici il gruppo Leonardo, quello di Elkann e gli altri produttori di armi.

Ho scoperto in questi giorni una motivazione certa, definitiva per esercitare un voto “utile”: non votare questo partito trasversale che va da Fratelli d’Italia al Pd, tutti uniti sotto l’insegna che era il titolo di un film con Alberto Sordi “Finché c’è guerra c’è speranza“.