Letta, alleanze

VOCAZIONE SUICIDIO

DI DOMENICO TIZIANI

REDAZIONE

 

Il 21 luglio Enrico Letta chiude senza possibilità di ripensamenti ad una alleanza con il M5S: “Impossibili alleanze con chi ha fatto cadere il governo”. Salvo poi allearsi con chi, giustamente, come Sinistra Italiana ha sempre votato contro la fiducia al governo Draghi.

Il callido Letta pensava, così, di garantirsi l’alleanza con Calenda, con un quarto – ad essere larghi – dei voti del M5S, e magari, anche con Renzi.

Di recente due notizie: secondo gli ultimi sondaggi il M5S al Sud e nelle isole è la prima forza con il 24% dei voti, seguita dal Pd con il 21%, le tre forze della destra, FdI, Lega e FI, assieme, arrivano, in quell’area geografica, al 34%.

Questo significa che un eventuale schieramento con Pd, M5S e sinistra, anche senza il cosiddetto Terzo Polo (Calenda, Renzi), nel Sud e nelle isole, avrebbe conquistato la maggioranza dei seggi nella quota uninominale.

Nel frattempo Letta invoca il voto utile paventando (e mentendo sapendo di mentire) che la destra con il 43% dei voti possa eleggere il 70% dei parlamentari.

Se per Matteo Renzi, Franceschini era il vice-disastro, la palma di disaster man spetta di diritto ad Enrico Letta.