Regina Elisabetta

ELISABETTA II: UNA GRANDE STORIA NELLA STORIA DEL MONDO

DI RITA NEWTON

Rita Newton

 

 

Per una appassionata di storia dei reali come me, la Regina Elisabetta era il personaggio perfetto, avendo i piedi poggiati nella storia e la testa nel nostro secolo.

Fascino antico e modernità, una memoria che sarà stata come l’archivio dell’istituto Luce, ma soprattutto una forte personalità che ha reso una ragazza non poi così colta capace di conversare con tutti i primi ministri che si sono susseguiti in Gran Bretagna, con i capi di stato e religiosi del mondo e con altre autorità di alto livello.

Fin da bambina è stata impegnata a difendere il suo paese, quando con la sorellina al fianco parlava alla radio rivolgendosi ai bambini statunitensi e quindi ai loro genitori riuniti la sera. Raccontava dei bombardamenti subìti dai bambini britannici e con quei racconti preparava l’opinione pubblica americana all’entrata in guerra.

Poi sempre alla radio, ai suoi 18 anni, fece il giuramento da giovane erede di servire il suo paese fino alla fine dei suoi giorni. E così da giovane donna, mentre era immersa nel sogno del matrimonio con il bel principe, dovette piegare il capo al suo destino. Infatti suo padre morì prematuramente e lei divenne regina sotto l’occhio rattristato di Churchill che capiva quel sacrificio.

Tutti guardano ai reali come a personaggi che vivono in modo favoloso e possono avere tutto, ma – a parte le limitazioni che Elisabetta si autoimpose e impose ai parenti nei periodi critici per le finanze della monarchia – il rovescio della medaglia dell’essere regina sono la prigionia e la solitudine.

C’era Filippo, che come marito fu infedele, ma come suddito ineccepibile. Fu il suddito più importante di sua maestà, sostenendola in ogni momento critico, anche se egli stesso causò qualche difficoltà alla consorte per perseguire la sua rigida visione di cosa fosse giusto o sbagliato a corte.

Elisabetta ha attraversato quasi un secolo e visto di tutto: dalla seconda guerra mondiale alla recente pandemia. Ha conosciuto e visto morire premier britannici e capi di stato, generali, scienziati ed artisti. Poi ha visto morire suo marito e infine la sua migliore amica, della quale disse, poche settimane fa, “senza di lei non sarà più lo stesso“.

Perché in tutti questi anni c’è stata una donna sola al comando e quella donna ora era rimasta sola con i fantasmi del passato come Diana, e con scenari di guerra in Europa su cui non ha detto cosa pensava (i reali inglesi non si possono esprimere in politica) ma che forse la riportava alla sua gioventù. A quando Buckingham Palace fu bombardato e a quando riparava gli autocarri militari in tuta da meccanico.

Elisabetta l’inossidabile, con la storia di quasi un secolo sulle spalle, con le delusioni, i dolori e la consapevolezza di alcuni suoi errori, non potendo condividere più tale peso con persone contemporaneamente intime e fidate, alla fine si è arresa.