IL REDDITO DI CITTADINANZA EVITA INFORTUNI E MORTI SUL LAVORO

DI RITA NEWTON

 

Il reddito di cittadinanza permette alle persone di non dover accettare un lavoro nero per non morire di fame.

Il lavoro nero è in prevalenza quello in cui i dipendenti non esistono: non vengono mai denunciati all’INPS e all’INAIL, quindi non vengono mai assicurati. Pertanto se si fa male un dipendente che non esiste, a meno che non scatti l’inchiesta penale per morte o per disabilità a vita, il suo infortunio non sarà mai esistito e non andrà a ingrossare i numeri nazionali.

Scarsa sicurezza

 E’ logico ipotizzare che in un luogo di lavoro in cui non viene rispettata la prima regola riguardante un lavoratore, ovvero quella di registrarlo e assicurarlo come prevede la legge, non si rispettino le disposizioni relative alla sicurezza dei lavoratori. Infatti, fra l’altro, è impossibile applicare a tutti i lavoratori effettivi il DVR, documento di valutazione dei rischi, che è predisposto sulla base del numero dei lavoratori “ufficiali” dell’impresa.

 Ma non solo: se, in un luogo dove operano effettivamente il triplo dei lavoratori denunciati, si acquistassero DPI (dispositivi di protezione individuale) tripli, ci si metterebbe doppiamente nel mirino dei controllori perché delle due l’una: o truffi lo stato con fatture dei costi gonfiate per aumentare i profitti, oppure hai più lavoratori di quelli che hai denunciato.

 Ma penso che il datore di lavoro nero nemmeno se lo ponga il problema sicurezza. Anzi, alcuni datori di lavoro che assumono a nero sono tanto interessati alla salute del lavoratore che picchiano e feriscono i dipendenti privi di tutele che vanno a chiedere il compenso pattuito.

Fra i primi il settore costruzioni

 Fra i primi tre settori in cui si registrano tante morti sul lavoro, vi sono le Costruzioni, attività in forte incremento grazie ai superbonus. Nel settore edilizio non è difficile che gli avventizi (giovani o anziani che siano) ai quali non si richiedono particolari abilità, vengano assunti e licenziati senza documenti. Questo settore ha visto negli ultimi periodi la fuga di 600.000 addetti.

 C’é da chiedersi quanti, fra i giovani o fra gli anziani (che sono fra le prime vittime di infortuni anche mortali) avranno potuto scegliere di salvarsi da contratti senza tutele grazie al reddito di cittadinanza, evitando di rischiare un infortunio.

Non lo sapremo mai, perché non è possibile indagare in un mondo sommerso e i dati sono sempre relativi ai lavoratori occupati, ma è facile intuire che l’RdC ne abbia messi molti “in sicurezza”.

 

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