30 AGOSTO: TONINO FERRAIOLI, SINDACALISTA CONTRO LA CAMORRA

DI RITA NEWTON

 

La mafia uccide d’estate. Il 30 agosto 1978, alle due di notte, Tonino Ferraioli si stava dirigendo verso la sua Citroën parcheggiata all’angolo di Via Alfonso Zito quando fu falciato da una scarica di colpi di lupara. Tonino moriva un’ora dopo all’ospedale di Nocera Inferiore (SA). Aveva solo 27 anni e doveva sposarsi il mese successivo.

Antonio Esposito Ferraioli lavorava come cuoco nelle cucine della Fatme-Ericsson a Pagani (SA). In veste di sindacalista della CGIL aveva ottenuto la tredicesima per tutti i lavoratori e denunciava la gestione di subforniture. Era stato avvertito di non recare ulteriori fastidi ma aveva scoperto tra le altre cose un mercato parallelo di macellazione non regolare.

L’omicidio di Ferraioli, secondo quanto emerso nel dibattimento alla Camera dei deputati del 14 luglio 1980, sarebbe imputabile al pregiudicato Salvatore Serra e alla sua banda, noti per aver imposto con minacce e attentati dinamitardi il controllo sulle aziende dell’Agro Nocerino Sarnese. Ad oggi tuttavia nessun processo è stato avviato contro i mandanti e gli esecutori dell’omicidio.

Con sentenza del 24 ottobre 2014 il Tribunale di Nocera Inferiore, Giudice dott. Carlo Mancuso, accogliendo il ricorso presentato dalla famiglia Esposito Ferraioli ha riconosciuto Tonino vittima della criminalità organizzata. La Corte di Appello di Salerno, con sentenza del 12 aprile 2017, ha respinto il gravame proposto dal Ministero dell’interno, confermando Antonio Esposito Ferraioli vittima della criminalità organizzata

A Tonino Ferrajoli sono stati intitolati un istituto scolastico ed un premio, nonché una masseria ad Afragola realizzata sul bene confiscato alla camorra più grande fra quelli dell’Area Metropolitana di Napoli, dove crescono piante ma anche gli ideali che la camorra, sparando ad Antonio, ha cercato di soffocare.

Gli orti urbani della Masseria Ferraioli sono 300, affidati mediante bando a famiglie, scuole, associazioni e cittadini che si impegnano per far rinascere la terra un tempo appartenuta ai clan, oggi bene della collettività. Fra le altre attività laboratori e formazione contro la violenza sulle donne, i campi estivi dell’associazione Libera, il Museo Vivente della Biodiversità, la lotta al capolarato.

Purtroppo proprio questa estate la Masseria Antonio Esposito Ferraioli è stata oggetto di attacco da parte della camorra. Fra gli altri gesti di intimidazione, la stampa locale riporta che persone qualificatesi come appartenenti al clan Magliulo, cui è stato sottratto il bene, si sono presentate in Masseria minacciando i presenti. La magistratura indaga, mentre la popolazione locale non si arrende.