VERGOGNOSI COMMENTI SU ALESSANDRA MATTEUZZI

DI RITA NEWTON

 

Si leggono in rete commenti al vetriolo contro la povera Alessandra, vittima del suo ex.

Si commenta dicendo che era rifatta, che, insomma, era una panterona, quella che gli anglosassoni chiamano cougar.

Si fanno illazioni sul motivo per cui era nato un rapporto con un uomo molto più giovane, e sono tutte illazioni squallide che la colpevolizzano, come se il voler essere giovanile (ma magari lo era di suo, succede) fosse un buon motivo per morire a martellate.

Trovo tutto questo vergognoso.

Ci si dimentica che era lui ad essere ossessionato da lei e che le donne vittime di femminicidio sono alte o basse, magre o formose, giovani o anziane. Non è l’estetica o il divario di età che condiziona i loro assassini quando decidono di ammazzarle, ma il possesso che questi maschi ritengono di avere il diritto di esercitare.

Chi pomposamente analizza i fatti sotto il profilo psicologico senza conoscere i protagonisti è un cialtrone che millanta competenze che non ha. Perché un vero psichiatra o psicologo eticamente non conoscendo il caso non potrebbe dare giudizi in pasto alla stampa o su un profilo social. E non potrebbe darli conoscendolo, per segreto professionale.

Le donne che commentano con cinismo o mostrando invidia (non pecco di fallacia logica, sono proprio loro che la mostrano) fanno vergognare di essere donne. Per fortuna altre di noi sono umane e riscattano la categoria rispetto a chi, con questi commenti di finta saggezza e accettazione delle rughe e tutto il resto, alimenta la visione maschilista e patriarcale della donna.

Che una persona, uomo o donna che sia, di fronte ad un delitto così atroce, sappia commentare soltanto l’aspetto fisico e il divario di età (ribaltato rispetto al solito in cui l’uomo maturo o vecchio fa coppia con una ragazzina) ci dice che razza di “civiltà” siamo diventata.

Purtroppo, “mala tempora currunt” e andiamo incontro – se dovessero vincere le destre, ma anche un centrosinistra attestato su posizioni veterocattoliche – ad una epoca ancora più sfavorevole nei confronti delle donne che non si rassegnano ad essere incasellate come vogliono gli altri.

Queste vittime sono donne che possono essere apparentemente aggressive con la vita ma che magari sono fragili e per questo più facile preda di uomini dolci prima e violenti dopo e quindi hanno dovuto fare i conti prima con la paura e poi con il dolore atroce del massacro subìto.

Almeno dopo morte lasciamole riposare in pace e dignità.