CINQUESTELLE E UP: POSSIBILI CAUSE DELLE MANCATE NOZZE

DI RITA NEWTON

 

La recente non-risposta di Conte ad un tentativo dell’interlocutore di fargli dire che i 5stelle sono di sinistra dovrebbe rendere chiaro a tutti uno dei motivi per cui il movimento non si potrebbe alleare in questa fase con piccoli partiti di sinistra come invece fa Letta che li usa come foglia di fico.

I 5stelle sono l’unico movimento nato senza una ideologia, un partito di cittadini in cui si potrebbe riconoscere qualsiasi cittadino, quindi non può rischiare l’etichetta di sinistra o addirittura sinistra estrema. Le sue proposte non hanno il pugno chiuso alzato, sono risposte ai cittadini, operai, impiegati o piccoli imprenditori che siano.

La divisione in due che la sinistra storica della società: padroni e operai, sarebbe un intralcio per il movimento, che cerca solo di mettere in pratica la Costituzione, senza lotta di classe.

Una coalizione con una forza di sinistra che derivi dalla falce e il martello farebbe perdere ai 5stelle i voti di chi pensa che le ideologie abbiano fallito, di chi proprio non le ha mai sopportate, di chi si identifica con le proposte del movimento sulla legalità, l’ambiente e il welfare anche se ha una partita IVA, di quelli cui piace la regola del doppio mandato.

Ben lo sa Di Maio, che a luglio ha cercato di affermare che ora il partito di Conte è di estrema sinistra, qualificando come moderati coloro che perseguono l’agenda Draghi.

Pertanto, unendo in una coalizione i voti delle due o tre forze Movimento, UP, SI e Verdi quando ancora erano indipendenti, 2+2 non farebbe 4, ma di meno, perché i voti apportati dal popolo della sinistra ideologica sarebbero compensati da quelli persi dei potenziali elettori dei 5stelle non contenti della partnership.

Però dovrebbe essere interesse di tutti coloro che vorrebbero un welfare più forte e meno armi nonché più giustizia e più pulizia nelle istituzioni, che arrivi con una certa forza in parlamento un movimento che ha dimostrato di essere rinnovatore facendo – detto alla Travaglio – in tre anni riforme che molti aspettavano da trent’anni. Il RdC, per esempio, lo hanno fatto loro, e hanno inciso sulle spese dei parlamentari a carico degli italiani, rispondendo ad istanze che potrebbero ben essere della sinistra vera.

Vista la rapidità con cui ha raccolto le firme – molte di più di quelle che erano necessarie – Unione Popolare sembra avere sul territorio un buon sostegno e quindi buone potenzialità per entrare in parlamento senza rischiare di allontanare voti dal movimento, ciascuno massimizzando la sua forza rispetto al proprio elettorato di riferimento. A quel punto ci si potrà coalizzare sui programmi o sui punti in comune evitando peraltro eventuali dissapori o scontri di personalità. I 5stelle con Di Maio hanno già dato.

Per questo la “gara” sui programmi (salario minimo a 9 o 10 euro) e sulle dichiarazioni screditanti non dovrebbe essere fra UP e i 5stelle, ma di entrambi contro partiti che sbandierano l’agenda Draghi e vanno alle riunioni di CL.