GIORGIA MELONI: L’EUGENETICA IN LEI E’ GENETICA

DI RITA NEWTON

 

Non ha alcun senso chiedere abiure a Giorgia Meloni, che con i suoi progetti e slogan sta richiamando l’intera gamma delle idee fasciste e naziste.

Che ci sia una fiamma in più o in meno è solo un accidente estetico se la sostanza resta quella di 90 e 100 anni fa in Italia e Germania, a partire dal razzismo.

Tutti i riferimenti alle deviazioni fisiche e psicologiche o relative a scelte di vita delle persone ci ricordano la purezza della razza. Un prototipo di uomo o donna che stia dentro certi canoni (tutti biondi e alti con un unico bruno a capo, in questo caso tanti bruni “sani e determinati” con a capo un’unica bionda). E in comune con Hitler ha pure la statura inferiore alla media del popolo che quelle tesi prevedono (non è bodyshaming, è un paragone storico di chi pretende da altri una perfezione estetica che non incarna).

In realtà sono tesi di eugenetica, la funesta teoria nata negli USA ma che trovò negli esperimenti medici nazisti sui prigionieri e nei forni crematori il suo punto più aberrante. Queste tesi permettono di obbligare o internare chi non si conforma allo standard che la Meloni vorrebbe ottenere impegnando i giovani in operazioni ginniche che ricordano tanto i balilla e le “giovani italiane”.

Inoltre, avendo martellato sull’idea che i giovani non vogliano lavorare a causa del reddito di cittadinanza (ma prima del RdC tanti giovani non riuscivano a trovarlo, un lavoro decente), esibisce la trovata di un obbligo di impiego di tutti i giovani per il bene della patria.

Ovviamente non ci spiega con quali tipi di contratti e quale livello retributivo, ma possiamo immaginarlo, visto che i giovani – moderni schiavi – non potrebbero rifiutare l’offerta.

Non si è ancora avuto un esito elettorale a lei favorevole e già la Meloni ci ha precipitato nell’incubo in un passato evidentemente non abbastanza lontano.

Però devo dire che dobbiamo ringraziarla. Avendo una matrice indelebile nel DNA, anche se lei non la vede, non ha potuto fare a meno di spiegarci prima cosa ci aspetta. Soprattutto cosa aspetta i giovani.

Siamo tutti avvisati.