CON LORENZA CARLASSARE SI E’ SPENTO UN BARLUME DI LUCE

DI RITA NEWTON

 

Quando termina i suoi giorni una persona come Lorenza Carlassare non si prova sgomento per l’accaduto, perché l’età poteva farlo prevedere: si prova sgomento per la scomparsa di un altro barlume di luce in questi giorni bui.

Si prova un senso di perdita per una persona di grande intelligenza e preparazione ma profondamente umana perché amante non solo del diritto, ma dei diritti fondamentali.

Si piange il simbolo, in quanto prima donna i Italia a ricoprire la carica di diritto costituzionale, anzi, un doppio simbolo: quello dell’affermazione dell’uguaglianza della donna in ambito accademico unita all’idea della Carta costituzionale. E ancora simbolo prestigioso per le donne in quanto accademica dei Lincei, oltre che socia dell’Accademia Olimpica di Vicenza e dell’Accademia Galileiana di Scienze Lettere e Arti di Padova.

 Si sente già la mancanza della sua coerenza mostrata fra l’altro quando, nominata nella commissione per le riforme costituzionali istituita nella XVII legislatura per elaborare proposte di modifica della seconda parte della Costituzione si dimise in polemica con la sospensione dei lavori parlamentari ottenuta dal partito di Berlusconi a seguito della fissazione dell’udienza per il ricorso in Cassazione contro la sentenza del processo Mediaset, un episodio da lei definito come una “disfatta morale” e un’intimidazione verso la Cassazione.

 E ancora, nel 2016, per evitare lo stravolgimento della Costituzione, si impegnò in prima persona contro la proposta di revisione costituzionale “Renzi-Boschi” che proponeva una radicale riforma del Senato della Repubblica, con riduzione a 100 membri la cui principale funzione sarebbe divenuta quella di rappresentanza degli enti territoriali. In occasione invece del referendum costituzionale sulla sola riduzione – più contenuta – del numero dei parlamentari, fu favorevole.

La sua intera vita e attività professionale e civile sono un richiamo, oggi, a quei valori che sembrano perduti e a quelli antifascisti che alcuni vogliono cancellare.

 La sensazione è che perdere i “grandi vecchi” delle istituzioni che hanno mostrato coerenza e profondo rispetto per la Costituzione ci lasci senza timonieri nel mare in tempesta. Ma non dobbiamo scoraggiarci anzi, proprio guardando al loro insegnamento ed esempio, insieme raccogliamone il testimone.