SCOPELLITI, IL GIUDICE INCORRUTTIBILE

DI RITA NEWTON

 

Scopelliti, il giudice incorruttibile.
Mentre la politica nostrana mostra il valzer dei voltagabbana, ricordiamo l’assassinio di Antonino Scopelliti, magistrato incorruttibile ucciso in un agguato mafioso in Calabria il 9 agosto 1991 e il cui omicidio non ha ancora trovato risposte conclusive.
“La sentenza di morte di Scopelliti fu firmata quando accettò di sostenere l’accusa nel maxi processo in Cassazione contro la mafia palermitana”.
(Antonino Caponnetto)
“La cosca Zito-Bertuca controlla da oltre 25 anni Villa San Giovanni dove nel 1991 venne ucciso il giudice Scopelliti. È stato un omicidio che non viene dimenticato dalla Procura della Repubblica. Certamente chi l’ha commesso prima o poi verrà identificato.”
(Federico Cafiero De Raho)
“Ucciso dopo aver rifiutato una cifra immensa. Ucciso per aver fatto il suo lavoro con la competenza che lo contraddistingueva. Ucciso lasciando a noi, a me bambina, un insegnamento difficile da comprendere pienamente: il rispetto per la propria dignità. Una dignità che non è in vendita”
(Rosanna Scopelliti)
“Il giudice è quindi solo, solo con le menzogne cui ha creduto, le verità che gli sono sfuggite, solo con la fede cui si è spesso aggrappato come naufrago, solo con il pianto di un innocente e con la perfidia e la protervia dei malvagi. Ma il buon giudice, nella sua solitudine, deve essere libero, onesto e coraggioso.”
(Antonino Scopelliti)
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