NELL’ANNIVERSARIO DI MARCINELLE 10 MINATORI SONO INTRAPPOLATI SOTTO TERRA IN MESSICO

DI RITA NEWTON

 

Mentre ricordiamo i 262 minatori, di cui 136 italiani, morti nel crollo di una miniera a Marcinelle l’8 agosto 1956, 10 minatori messicani sono intrappolati sotto terra dal 3 agosto a causa del crollo in una miniera di carbone.
I pozzi hanno una profondità di 60 metri e vi è stato un’allagamento fino a 34 metri. Il pozzo allagato era in disuso e si è verificato un crollo tra le pareti dei tunnel, in modo tale che ora l’allagamento proviene da tutti e tre i pozzi.
Con il passare dei giorni la situazione è divenuta un’emergenza nazionale, coinvolgendo lo stesso presidente del Messico, Andrés Manuel López Obrador, verso il quale si sono rivolte le speranze ma, con il trascorrere dei giorni, anche le invettive dei parenti delle vittime, che stanno cominciando a perdere la speranza che i loro cari siano estratti vivi. Solo uno per famiglia è stato ammesso ad accedere nell’area dei tre pozzi coinvolti nel disastro.
Sebbene nel tentativo di salvataggio siano coinvolti 30 membri del Gruppo per la risposta immediata alle emergenze e disastri, 4 coppie di cani dell’esercito, 6 sommozzatori delle Forze Speciali, non si vede ancora un risultato. Anche 230 membri dell’Esercito, della Guardia Nazionale e delle autorità di pubblica sicurezza stanno partecipando all’applicazione del piano di emergenza nell’area del pozzo, con il supporto di 17 ambulanze urbane e 2 aerei.
Uno dei problemi è pompare via l’acqua dai pozzi. Il presidente ha invitato i governatori e i funzionari del governo federale a inviare grandi pompe per estrarre l’acqua e sostenere il salvataggio dei 10 lavoratori intrappolati. Le pompe però non sono sul posto e si richiedono quindi adeguati mezzi di trasporto.
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