GERMANIA “EFFETTO GAZPROM” RAZIONA LUCE E ACQUA CALDA. L’ITALIA-CICALA HA UN PIANO?

ENNIO REMONDINO

 

 

Germania-formica laboriosa e Italia-cicala perditempo? Docce gelate, piscine fredde, palazzi spenti. A Berlino lo chiamano ‘effetto Gazprom’. Luci sempre più fioche e tensioni sociali sempre più forti. Illuminazione ridotta in molte città, docce all’alba e un piano draconiano per l’inverno con termosifoni a 17 gradi.
‘Priorità sovrastrutture critiche’ e linguaggio di guerra. «È necessario fin da ora risparmiare in vista dell’inverno», si legge su un volantino. Germania del 2022 e non del 1922.

La crisi Ucraina spegne la luce alla Germania

Sul Financial Times un allarmato servizio sulle restrizioni energetiche già in vigore in Germania. A Berlino è stata tolta l’illuminazione notturna da circa 200 edifici storici. Hannover spegnerà anche le fontane. Il buio della crisi del gas come plateale seguito della guerra che si continua a combattere 1.500 km più a est. La reazione è tutta in stile tedesco, questa volta come virtù. «Risparmiare ogni singolo watt utile a superare la riduzione dal 40 al 20% delle forniture di Gazprom». E può anche diventare peggio. Ancora meno gas e più tensioni sociali l’allarme di ‘Money’: «La pace sociale nel Paese oggi è in grave pericolo».

“Ogni kilowattora conta”

La città di Hannover ha annunciato la chiusura dell’acqua calda nelle sedi sportive per risparmiare almeno il 15% del consumo energetico. Gli edifici municipali potranno godere del riscaldamento solo dall’1 ottobre a 31 marzo e non oltre i 20°C e verranno vietati i condizionatori mobili. «La situazione è imprevedibile», ha commentato il sindaco della città, Belit Onay, citato dal Guardian. «Ogni kilowattora conta – ha spiegato – e la protezione delle infrastrutture critiche (le industrie), deve essere una priorità». Linguaggio di guerra.

“Priorità sovrastrutture critiche”

«È necessario fin da ora risparmiare in vista dell’inverno», si legge su un volantino. Germania del 2022 e non del 1922. Ma in Germania già si ragiona come se quella che comincerà fra pochi mesi sarà una stagione da guerra più che fredda. Il tutto in un contesto che ha visto la guerra in Ucraina far aumentare i prezzi dell’energia per i consumatori tedeschi fra il 71% e il 200%. Un costo annuale fra i 1.000 e i 2.700 euro in più per un nucleo familiare di un singolo e di oltre 3.800 euro per quattro persone rispetto al 2021. Insomma, la Germania è già in emergenza. E sta operando a tutti i livelli come se la chiusura di Nordstream dovesse essere definitiva.

Germania allarmista o Italia cicala?

Dobbiamo pensare che siano i tedeschi sempre attenti e portati alla precauzione o noi italiani improvvidi e con governo da “affari correnti” a rischio un brusco impatto con la realtà, appena riusciremo ad uscire da una estate rovente? In Italia, sappiamo, si sta litigando elettoralmente su chi sia stato più amico di Putin tra il “lettone” a Berlusconi e gli “aiutini” a Salvini. I nostri servizi segreti provano a dire che a loro non risulta che a votare contro Draghi sia stato Putin, ma, da qui a settembre, “sparata libera”. Mosca educata : «Politici e media italiani giocano la carta russa durante la campagna elettorale».

Alberto Negri e il “fronte Libia”

Libia: la crisi energetica si allarga. Inutili o dannosi gli alleati dell’Italia. «Dalla Libia per il caos politico arrivano in Italia sempre meno gas e petrolio. Ma qui gli alleati europei e americani dell’Italia sono inutili o dannosi. Il 5 agosto a Sochi si incontrano Putin e Erdogan: sul tavolo anche la spartizione dell’influenza in Libia dove l’Eni ha pozzi di petrolio e un gasdotto vitale. Il tutto nell’indifferenza occidentale».

Editoriale da:

30 Luglio 2022