LE VITE NERE IMPORTANO SONO SOLO DIRITTI UMANI

DI RITA NEWTON

 

Luciana Alvarado è una ginnasta costaricana di 18 anni che alle Olimpiadi di Tokio ha manifestato sostegno al movimento Black Lives Matter durante la sua esibizione.
Il 25 luglio Luciana Alvarado ha fatto la sua routine a terra su allegre note caraibiche, concludendo la sua coreografia unendo due gesti a sostegno del movimento Black Lives Matter: in ginocchio, con un braccio dietro la schiena, testa all’indietro e pugno alzato.
E’ stato detto che la giovane abbia sfidato le rigide regole fissate dalla Carta olimpica che prevedono la “neutralità” nello sport e che sia riuscita a non risultare punibile solo perché i gesti erano integrati nella sua routine per la competizione.
Alcuni commentatori parlano di politicizzazione dell’esibizione. Ma stiamo scherzando? Quale politicizzazione?
Dire che le vite dei neri contano ed esprimersi contro la mattanza dei neri nelle strade statunitensi sarebbe politica? Sono diritti umani che dovrebbero essere universalmente riconosciuti.
Lo sport deve veicolare messaggi positivi e questo lo è. Non è politica l’uguaglianza fra gli uomini e la tutela del diritto alla vita stabilite dalla dichiarazione universale dei diritti dell’uomo:
“Tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti” (Art 1 comma 1)
“Ogni individuo ha diritto alla vita, alla libertà ed alla sicurezza della propria persona.” (Art 3)
Queste regole sono universali e sottoscritte dalla quasi totalità degli Stati del mondo. Quindi sono neutrali.
Manifestando in favore di questi principi Luciana Alvarado è stata pienamente neutrale e non ha fatto alcuna politica, in barba ai vaneggiamenti dei razzisti professionisti che delirano su presunte politicizzazioni.
Potrebbe essere un'immagine raffigurante spazio al chiuso e il seguente testo "Ω OME 1:27 TO GO F 325 CRC= ALVARADO"