ELEZIONI A SINISTRA: LA SICILIA UN TEST O UNA INDICAZIONE?

DI RITA NEWTON

 

Le primarie interne alla coalizione di sinistra in Sicilia hanno visto sfidarsi tre candidati:
Caterina Chinnici, PD, già assessore regionale, attualmente al secondo mandato come europarlamentare, importante carriera come magistrata (come il padre Rocco, ucciso dalla mafia),
Claudio Fava, che si presentava con la sigla Centopassi, giornalista (come suo padre Giuseppe Fava, assassinato dalla mafia), già deputato ed eurodeputato e attualmente membro del Consiglio Regionale, dove è presidente della commissione antimafia
Barbara Floridia, CinqueStelle, insegnante di lettere, senatrice al suo primo mandato e attuale sottosegretaria all’istruzione, la più giovane dei tre.
I voti ottenuti sono rispettivamente (arrotondati) 14500, 7500 e 10300.
Prima considerazione: si può pensare a candidature di spessore anche per le politiche? Persone che si siano spese per un paese più giusto e pulito?
Seconda considerazione: i cinquestelle non sono proprio morti, perché la loro candidata, con meno retroterra familiare e meno esperienza politica è arrivata seconda ottenendo oltre i due terzi dei voti della candidata del PD, nonostante il grande prestigio ed esperienza degli altri sfidanti.
Infine: senza nulla togliere al valore di Chinnici, se Fava e Floridia si fossero uniti la avrebbero superata ampiamente, pur volendo considerare che si sarebbe persa una parte dei voti relativa a chi non avesse gradito l’abbinamento.
Certo la Sicilia ha una storia e situazione peculiare, ma a mio avviso queste primarie qualche suggerimento lo possono dare.
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