ELEZIONI: SONDAGGI FUORVIANTI E VALUTAZIONI DUBBIE

DI RITA NEWTON

 

Il valore degli attuali sondaggi sui partiti è tutt’altro che definitivo, perché agli elettori viene chiesto quale partito voterebbero, ma la rosa proposta non può tener conto di nuove coalizioni convincenti o respingenti o dell’incorporazione in alcuni partiti di candidature inedite capaci di attirare fasce di elettori delusi che ora figurano nel “non sa, non risponde” ma potrebbero fare la differenza.
Dopo la fuoriuscita di Di Maio, tanti hanno parlato di fine dei cinque stelle, ma Di Maio e soci avevano ormai uno scarso consenso personale, a differenza ad esempio di Conte, che per la presidenza del partito ha tenuto sia alla prova tribunale che a quella del voto interno, o di Di Battista se rientrasse nel movimento.
Grillo si mostra duro e puro sui due mandati mettendo il suo personalismo mascherato da etica davanti al risultato elettorale. Ma c’è un nutrito gruppo, nella base dei 5stelle che vuole Conte nuovamente presidente del Consiglio. E, mentre il partito è ora dato all’11-12%, Conte è il politico che gode del maggior credito presso gli italiani, con il 40% dei consensi.
Purtroppo molti elettori di sinistra voteranno ancora una volta per appartenenza ideologica, ingoiando qualsiasi rospo, come l’agenda Draghi e candidati milionari e guerrafondai come alcuni dirigenti PD, invece di guardare a soggetti distanti dai loro avversari ideologici. Così, se vincerà la destra, dovrà ringraziare anche loro, se vincerà la sinistra sarà una sinistra… capitalista.
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