ALLE ELEZIONI? ALLE ELEZIONI!

DI RITA NEWTON

 

C’è chi dice che la differenza la fanno i programmi, ma decenni di politica italiana hanno dimostrato che nel nostro paese i programmi sono carta straccia.
E anche questi ultimi due anni hanno mostrato che i programmi servono a poco quando arrivano giganteschi imprevisti che non si presentavano da un secolo.
Ho sempre creduto, invece, che la differenza la facciano le persone, che hanno già dimostrato chi sono e cosa hanno fatto nella vita e quindi cosa sono capaci di fare, con o senza programmi, con o senza imprevisti.
Il problema però è proprio cambiare le persone, visto quanti in questo paese restano attaccati alle poltrone e con programmi roboanti spargono solo pittura fresca sulla vecchia putredine.
In questo senso, quello che molti trovano esecrabile, ovvero che la data di conclusione della legislatura permetta ai tanti peone di maturare la pensione parlamentare, è invece un vantaggio. Infatti molti di questi, raggiunto l’obbiettivo di non dover lavorare per vivere, non si ricandideranno, permettendo un certo ricambio.
Anche se Letta, il nipotino d’Italia, e altri notabili PD dell’industria delle armi (che di sinistra hanno solo una metà del corpo), insieme non a caso agli Agnellini confindustriali, cercano di convincerci che tizio o caio siano i colpevoli di aver affossato Draghi (ma per alcuni è un merito) e che i cittadini che non volevano lui sono esecrabili, il fatto è che vogliono tentare di convincere proprio i presunti esecrabili.
Ma questi, per sapere chi sono, non guardano le etichette appiccicategli dai detrattori e per sapere come votare non seguono le finte sui milioni di alberi o sui massimi sistemi.
A loro basta guardare da un lato la destra (che al contrario della sinistra il suo DNA non l’ha tradito anche se finge di non ricordarne la matrice), dall’altro gli autori dell’attuale panorama sociale ed economico di rovine, buone solo per i selfie di Russell Crowe.
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