ALLARME AMBIENTE: NON E’ VERO CHE NON SI STA FACENDO NIENTE

DI RITA NEWTON

 

Leggo molti post e commenti di preoccupazione o critica sulla supposta inerzia dei governi del mondo riguardo all’ambiente, segnatamente su inquinamento da idrocarburi, aumento della CO2 e conseguente surriscaldamento e siccità.
Il fatto che non ci siano roboanti dichiarazioni è un fattore positivo, perché in genere alle parole non seguono i fatti.
I capi di governo del mondo si sono comunque riuniti decine di volte, dagli anni ’70, varando vari documenti su cui poi si sono basate le legislazioni nazionali per la protezione dell’ambiente e la questione climatica.
In conseguenza di questo abbiamo oggi numerosi provvedimenti legislativi, finanziamenti, strategie per proteggere la fauna, ridurre la plastica, riciclare i rifiuti, ridurre la produzione di CO2, l’inquinamento e il saccheggio dell’ambiente. Solo che non tutto si implementa in poco tempo o dà frutti visibili in poco tempo.
Fra le riforme normative, i progetti e le realizzazioni che da alcuni decenni si stanno implementando e che (per volontà dell’Europa) di recente vengono sostenuti anche con fondi del PNRR, ci sono:
il principio “chi inquina paga”, che induce le imprese (o gli stati uno rispetto all’altro) a inquinare meno
il principio di prevenzione (che induce ad evitare di inquinare e fare altri danni alla natura) che viene sollecitato con incentivi (in genere non finanziari) affinché le industrie adottino buone prassi ambientali
norme a tutela della pesca nei mari d’altura e norme a tutela dei volatili (come la direttiva europea uccelli) oltre che liste di animali protetti dalle legislazioni europee e nazionali, con gli opportuni controlli
norme a tutela del paesaggio, con la creazione di strumenti di programmazione strategica sullo sviluppo edilizio e paesaggistico che coinvolgono cittadini, comitati del territorio, associazioni, etc
miglioramenti edilizi per quanto riguarda risparmio energetico e la decarbonizzazione, grazie a ecobonus, bonus 110% e i bonus caldaie e fotovoltaico
– le comunità energetiche, ovvero gruppi di condomìni o di interi piccoli comuni che possono diventare indipendenti energeticamente realizzando impianti fotovoltaici acquistati o noleggiati e poi gestiti comunitariamente
riciclo dei rifiuti sempre più spinto (e l’Italia si attesta al di sopra della media europea tranne che per la plastica): oramai un’auto si ricicla al 99% e moltissime materie prime vengono recuperate da quelle che ormai sono chiamate miniere urbane, cioè i rifiuti, riducendo molto quelli che vanno in discarica e riducendo a un quarto la spesa per l’approvvigionamento.
passi avanti nella ricerca, dalla scoperta dei batteri mangiaplastica a quella di materiali ad altissimo rendimento che aumentano in modo esponenziale l’energia prodotta dai pannelli solari a nuovi impieghi per i rifiuti rimasti dopo la differenziata.
Ho fatto solo alcuni esempi. Certo ci sono ostacoli, per esempio burocratici o dettati dalle pressioni di petrolieri e industrie (ma non tutte).
Diciamo che il danno che vediamo è dato da: danno che si sarebbe potuto avere senza politiche ambientali – beneficio delle politiche ambientali + danno dovuto a coloro che se ne fregano (come Bolsonaro con la deforestazione in Amazzonia) – danno evitato grazie alla somma degli sforzi dei singoli cittadini, quegli sforzi che oggigiorno si richiedono perché contribuiscono al risultato, non perché siano la sola risorsa.
Purtroppo fa notizia l’incendio o l’inquinamento che c’é, non quello che era possibile ma è stato evitato, l’energia che manca o che dobbiamo comprare all’estero, non quella che abbiamo creato da fonti rinnovabili o abbiamo risparmiato.
Inoltre è come se stessimo cercando di schiarire un mare di inchiostro nero immettendo rivoli o piccoli fiumi di acqua trasparente. Il risultato non si vede subito a occhio nudo, ma l’acqua via via diventerà sempre più chiara.
Ovviamente accadrà prima, se avremo la collaborazione di tutti.
Potrebbe essere un'immagine raffigurante natura