FILOSOFO SU LA STAMPA PARLA DI ECOLOGIA MA NON SA COME FUNZIONA

DI RITA NEWTON

 

Leggo su La Stampa le dichiarazioni del filosofo francese Michel Onfray, che si aggiunge alla schiera di persone che parlano perché viene dato loro un pulpito, non perché sappiano di cosa stanno parlando. E ovviamente costoro – come in questo caso – sono funzionali al potere politico attuale e a quello capitalistico, prova ne sia che parla su La Stampa della famiglia Agnelli.
Del riscaldamento climatico il filosofo dice: «Ci piace colpevolizzarci con sbagli che non sono i nostri. La Cina, l’India, l’Africa, gli Stati Uniti inquinano e se ne fregano. Noi siamo bravissimi nel prenderci i peccati dei Paesi viziosi. La virtù democratica occidentale, invece, è cinica: gli ecologisti non attaccano i jet privati, i cargo pieni di container, gli smartphone o i computer che provocano un inquinamento incredibile».
Questo signore non è al corrente delle varie convenzioni che dagli anni ’70 si stanno portando avanti in ambito ambientale e climatico fra governi di molte nazioni del mondo.
Il Protocollo di Kyoto, ma ce ne sono stati altri prima e dopo, è stato sottoscritto nel 1997 da più di 160 paesi in occasione della COP3 dell’UNFCCC. E’ entrato in vigore il 16 febbraio 2005 e lo hanno ratificato i paesi in verde nell’immagine, cioè anche Cina, l’India e quasi l’intera Africa.
Ma poi che discorso è? Siccome inquinano in cinque inquiniamo anche tutti noi altri? Il fatto è che il prodotto complessivo dell’inquinamento (o la CO2) affetterà anche noi.
Gli ecologisti attaccano e come i jet privati! Famosa la denuncia pubblica alla coppia Harry-Megan e ad Elton Jones per un volo privato in occasione di una vacanza e il conseguente impegno di artisti come Ed Sheeran di compensare l’inquinamento prodotto a causa dei loro concerti (comprendenti spostamenti con emissioni di CO2) con la piantumazione di migliaia di alberi ogni volta. Ne avevo già parlato qui. E attaccano e come i cargo navali e aerei, sia con azioni di sensibilizzazione che in tribunale che di fatto!
Il “garbato” filosofo ha definito tempo fa Greta Thunberg, che è affetta da autismo, “il cyborg svedese”. Greta, di cui non sono una fan, ha fra gli altri il merito di denunciare il greenwashing, cioè la pratica di alcune multinazionali di pubblicizzare propri programmi “verdi” per pulirsi l’immagine, dato che nella realtà inquinano moltissimo. Certo non è benvoluta dai capitalisti e dai loro amici.
Ora Onfray dice «Questa generazione è sempre più incolta e più imbrigliata fin dalla sua più giovane età, quella della scolarizzazione, in lotte riguardanti fenomeni sociali. Non conosce l’ortografia ma fa la raccolta differenziata… I ragazzi ignorano il fatto di essere gli idioti utili del capitalismo verde, che li ha trasformati in consumatori connessi. Il loro cervello è diventato facoltativo».
Non so cosa si possa dire di lui, visto che evidentemente ignora l’esistenza dell’economia circolare su cui si stanno progressivamente basando le economie di quasi tutto il mondo, non solo a fini ecologici, ma anche per risolvere il problema della scarsità di risorse naturali che spesso vanno reperite presso paesi stranieri, mentre i rifiuti si trovano gratis in casa.
Economia circolare significa reimmettere nel sistema produttivo e far ridiventare “materia prima” tutto quello che si può recuperare dai rifiuti, invece di continuare a saccheggiare e inquinare maggiormente il pianeta. Così si spende un quarto che producendo tutto da zero.
Il fatto che dal riciclo dei rifiuti ci sia pure qualcuno che ci guadagna genera impulso ad una attività che evita di continuare a predare e sporcare il pianeta. Infatti senza differenziata qualcuno dovrebbe produrre ulteriori imballaggi inquinanti e su quella produzione ci guadagnerebbe.
Rendere economicamente non sconveniente la tutela dell’ambiente è solo una dimostrazione del fatto che c’è chi il cervello sa usarlo.
E non si occupa di cose che non sa.
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