ONU: META’ DELLE GRAVIDANZE DEL MONDO NON SONO VOLUTE

DI RITA NEWTON

 

Solo 11 anni fa il mondo era abitato da 7 miliardi di persone. Oggi sono 8 miliardi, in parte per l’aumento dell’aspettativa media di vita, in parte per le nascite.
Tuttavia il rapporto dell’ONU sulla popolazione mondiale mostra che quasi la metà di tutte le gravidanze nel mondo non sono intenzionali.
Nel mondo, infatti, ci sono ancora circa 225 milioni di donne che non desiderano la gravidanza ma non usano metodi di pianificazione familiare efficaci e sicuri.
Questo per ragioni che spaziano dai contesti socioeconomici inadeguati all’aumento delle barriere che le donne devono affrontare nell’accesso ai servizi di salute riproduttiva, soprattutto in contesti di conflitto, dal mancato sostegno dei loro compagni e delle loro comunità ai rischi legati agli aborti non sicuri, nonché a causa dei matrimoni in età infantile e alle gravidanze adolescenziali.
Molte delle donne che non possono usare contraccettivi vivono nei 69 paesi più poveri. Se la domanda di contraccettivi fosse soddisfatta, ci sarebbero in meno, ogni anno, 70.000 morti di parto, 24 milioni di aborti e 500.000 morti infantili.
E ovviamente migliorerebbe la qualità di vita, in particolare per le popolazioni più povere.
L’ONU ha rilevato infatti che gli investimenti nella programmazione familiare hanno ripercussioni positive a livello economico e favoriscono lo sviluppo, quindi i progetti politici contro la povertà, la difesa dei diritti e della dignità della persona non possono prescindere da un elemento chiave dello sviluppo sostenibile: la pianificazione familiare volontaria.
Per questo il tema scelto per l’edizione 2022 della Giornata mondiale della Popolazione, che si celebra oggi, è “Pianificazione familiare: dare potere alle persone per lo sviluppo dei paesi”.
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