MILLENARI DI PUGLIA: LA LEGGE PROTEGGE NATURA E CULTURA

DI RITA NEWTON

 

Gli olivi millenari di Puglia sono alberi straordinari che raccolgono in sé la storia di secoli e non a caso sono definiti monumentali.
Solidi e bellissimi nella loro drammaticità, sono alberi che amo molto e di cui ho già parlato in merito ad attacchi di Xylella e azioni vandaliche. Per fortuna la legge regionale 14/2007 li tutela e valorizza anche quando sono isolati.
Succede che il TAR Puglia abbia bloccato in modo cautelare la costruzione del nodo ferroviario di Bari sud, che era stata approvata nel 2001 e solo nel 2019 ha visto i primi cantieri.
Il ricorso era stato presentato dal Comune di Noicattaro e da un Comitato di tutela ambientale che lamentavano che i binari da realizzare è previsto attraversino un’area piena di ulivi secolari e caratterizzata da un insediamento archeologico e proponevano una soluzione alternativa.
Un esponente di destra commentava negativamente, sottolineando che l’opera è finanziata con fondi europei che rischiano di essere perduti, visto che la prossima udienza presso il TAR si celebrerà a gennaio 2023. Pertanto criticava i presentatori della richiesta di sospensiva cautelare ma soprattutto il TAR che l’ha accolta perché – a sua detta – non c’é reato e quindi la sospensione non ha senso.
Tuttavia la sospensione non si attua solo quando c’è un reato ma anche quando si rischiano danni irreversibili, in questo caso agli ulivi secolari e ai siti archeologici.
Ma costui ha le idee ben confuse anche perché parlava di riformare il codice degli appalti, che qui non c’entra nulla.
Infatti si tratta di un problema di tutela ambientale, del paesaggio e del patrimonio culturale, oggi divenuta di rango costituzionale. La Repubblica, infatti, art. 9, “Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione. Tutela l’ambiente, la biodiversità e gli ecosistemi, anche nell’interesse delle future generazioni.”
Perciò il problema è chi, con previsione di guadagno, ha portato avanti un progetto sapendo che dal 2001 ad oggi sono cambiate molte norme nel settore e che non avrebbe dovuto attraversare il campo di ulivi secolari e i siti archeologici ma progettare un’alternativa che passasse il vaglio della valutazione di impatto ambientale e dei beni culturali. Strumenti, questi, che tutelano le principali risorse di questo paese e sicuramente della Puglia, regione a vocazione turistica e agricola.
Peraltro i costruttori hanno sprecato 18 anni prima di iniziare i lavori, la Regione non ha adeguato le sue decisioni in merito dopo anni in cui sono cambiate molte leggi europee e nazionali su questa materia, e ora gravano chi vuol far rispettare le norme e i magistrati del TAR, che stanno facendo il loro dovere, della responsabilità per il rischio che si perdano i fondi?
Potrebbe essere un'immagine raffigurante albero e natura