ANCHE I RICCHI PIANGONO, E DENIGRANO I POVERI

DI RITA NEWTON

 

Stupidità. Come altro la vuoi chiamare questa saga italiana da “Anche i ricchi piangono” oppure “poveri, prendete esempio da me”?
I figli di, le figlie di, gli ex o attuali partner di famosi e altri personaggi un po’ noti che invece di rendersi conto di essere dei privilegiati fanno la morale agli altri.
Sì, sono dei privilegiati anche se non hanno avuto (quando non li hanno avuti) genitori o partner ricchi e famosi: Sono privilegiati anche se hanno fatto la gavetta, se ce l’hanno messa tutta e se come Paperon de Paperoni hanno iniziato col mitico decino.
Fortunati per esempio per non essere nati con la spina bifida o essere rimasti tetraplegici per un incidente, per non essere nati in un villaggio della Repubblica democratica del Congo o della Siria, e, quando donne, in campagna in Cina o in India. Altrimenti avrebbero fatto tutt’altra fine.
Aurora Ramazzotti che in base al nulla impartisce lezioni “tuttologiche” e si lamenta di avere la sindrome dell’impostore, che fa sentire chi ne soffre non meritevole delle occasioni che ha. Che sia vero che non le merita?
Alcune donne mi diranno che dovrei essere contenta che una donna abbia il successo che ha lei. Io sarei contenta se lo avesse sì una donna, ma un’altra donna, una che adesso sta lavando le scale, guardando un anziano, battendo il marciapiede o portando i cani a spasso per pochi euro anche se avrebbe i numeri per brillare nella vita o in TV. O una donna che, pur privilegiata, non si lamenti e non faccia lezioni ma che prenda posizioni scomode sui temi importanti come Emma Marrone, fra l’altro colpita più volte dal cancro.
Altri mi diranno che sono invidiosa. E per cosa? Ho avuto successo nei diversi campi in cui mi sono cimentata, tanto che qui non metto mie foto per non essere riconosciuta, non perché abbia motivo di temere giudizi estetici. Ho parlato in stadi con decine di migliaia di persone, presieduto importanti convegni, sono stata ospite in trasmissioni Rai e mi hanno invitata a parlare al parlamento UE. Ho scelto io di fare molto meno di quanto mi sia stato proposto.
Lo dico non per vantarmi, ma per sgombrare il campo dai soliti pregiudizi.
Certo anche io sono stata fortunata a non nascere nel posto sbagliato o con una malattia degenerativa, ho potuto studiare ma ho anche lavorato e lottato tanto, fra l’altro sempre contro i poteri forti, quindi ho scelto una strada in salita.
Perciò non invidio affatto ma detesto con tutto il cuore donne e uomini, giovani e vecchi privilegiati, che per far parlare di sé o sentirsi importanti devono ricorrere a consigli non richiesti, lamentele ingiustificate e critiche ai poveracci, come Briatore o la signorina del gelato e patatine di cui non ricordo il nome, che criticano i giovani che chiedono una giusta retribuzione.
Onore invece a tutti gli altri che usano il trampolino di lancio offerto dalla notorietà dei propri familiari o il successo raggiunto con i propri sforzi e talenti per sposare – silenziosamente o pubblicamente – scomode cause di giustizia e giustizia sociale.
Potrebbe essere un'immagine raffigurante 1 persona e testo