DECISIONE USA SULL’ABORTO: NO A GIUDIZI SEMPLICISTICI E DISINFORMATI

DI RITA NEWTON

 

Anche se alcuni/e ritengono illiberali e misogini i sei giudici della Corte suprema USA che hanno votato contro l’aborto costituzionale, le cose non sono semplici come sembrano, dato che la Corte non era chiamata a giudicare cosa ritenesse giusto in assoluto, ma se la pratica abortiva trovi protezione nella costituzione degli Stati Uniti, cosa non immediata e non scontata.
In ogni caso, alcuni media e social riportano false informazioni che influenzano il giudizio sulla decisione. Nel seguito cerco di fare chiarezza.
GIUDICI USA INFLUENZATI DALLA POLITICA O DAL GENERE?
La maggioranza dei giudici americani delle Corti superiori, e sicuramente quelli della Corte Suprema, sono di nomina politica, per cui ogni sentenza, sia quella odierna, sia quella precedente che soddisfa gli abortisti, sono state condizionate da convinzioni politiche dei componenti della Scotus (Supreme Court of United States).
Tuttavia, chi ha seguito la storia della Corte sa che anche su questioni sensibili alcuni giudici di questo organo hanno votato secondo coscienza e non seguendo l’orientamento politico che ne ha determinato la nomina.
Uno di questi è l’attuale presidente della Corte, il giudice Roberts, che in questo caso ha votato contro ma con un parere diverso dagli altri 5.
Il fatto che oggi nella Corte ci siano più uomini che donne non influenza le sue pronunce.
La Corte era composta interamente da uomini nel 1973, quando, con 7 voti a favore e 2 contrari, emise la sentenza Roe contro Wade, che dava protezione costituzionale all’aborto.
Le tre magistrate oggi presenti nella Corte, peraltro, non hanno tutte lo stesso orientamento: Kagan e Sotomayor furono nominate da Obama e sono certa abbiano votato a favore dell’aborto mentre Coney Barrett – che ha 7 figli e si rifà ad un orientamento religioso molto conservatore – da Trump. Anche per le sue precedenti dichiarazioni ritengo abbia votato contro l’aborto.
UNA DECISIONE VOLUTAMENTE CONTRO LE DONNE?
Entrambe le decisioni, quella del ’73 e quella odierna, sono possibili perché il fondamento dell’aborto nella Costituzione USA è solo desunto, quindi interpretabile. E d’altra parte non sarebbe potuto essere espressamente indicato nella Costituzione, che è del 1776.
Il principio a cui i giudici della Scotus si rifecero nel 1973 era quello della non ingerenza dello stato nelle questioni personali, ma anche in quel caso misero dei paletti, stabilendo
1) un limite di tempo per l’intervento: l’aborto è possibile per qualsiasi ragione la donna lo voglia fino a che il feto diventa in grado di sopravvivere al di fuori dell’utero, anche con l’aiuto di un supporto artificiale (data non certa, visto che va dalla 24esima alla 28esima settimana e si è accorciata con i progressi della tecnologia)
2) una clausola di salvaguardia: in caso di pericolo per la salute della donna, l’aborto è legale anche qualora la soglia oltre il quale il feto è in grado di sopravvivere al di fuori dell’utero materno sia stata superata.
Ci sono stati casi, tuttavia, in cui questi limiti sono stati tirati per i capelli (ad es. nello Stato di New York) con notevoli effetti emotivi preparando il terreno ad un cambio di orientamento.
Peraltro la decisione è stata presa a causa del ricorso presentato da una clinica abortista contro una sentenza dello Stato del Mississippi che proibisce l’interruzione di gravidanza dopo la 14esima settimana.
Nel confermare la sentenza la Corte Suprema ha riesaminato e ribaltato la precedente decisione che dichiarava il diritto di aborto protetto dalla Costituzione.
CONCLUSIONI
Anche se la nuova decisione della Corte Suprema consentirà agli stati più conservatori di vietare l’aborto , la Scotus non ha vietato di abortire ma ha detto “La Costituzione non proibisce ai cittadini di ogni Stato di regolamentare o vietare l’aborto. Roe e Casey si è arrogata tale autorità. Ora annulliamo tali decisioni e restituiamo questa autorità al popolo e ai suoi rappresentanti eletti”.
Pertanto si potrà ancora abortire nella maggioranza degli stati, anche se in alcuni con maggiori restrizioni. Il resto dipenderà dagli esiti del voto per le assemblee legislative, perché fino ad oggi le donne conservatrici che volevano abortire erano protette dalla Roe vs Wade, mentre un domani potranno contare solo sull’apertura mentale dei parlamentari del proprio stato chiamati a decidere i limiti di applicazione dell’aborto.