LA PIZZA DI NAPOLI: PANE AMORE E FANTASIA

DI RITA NEWTON

 

Leggo di un arrogante a cui non piace la pizza napoletana e se ne fa un vanto.
Ma come può capire costui una pizza in cui oltre alla pasta lievitata c’è amore e fantasia?
Come può capire lo spirito di quel pizzaiolo vicino a Mergellina che all’una di notte riapre la saracinesca e riaccende il forno ancora caldo se arriva una comitiva affamata? (mi è successo)
Come può capire la qualità di un prodotto o l’ingrediente di umanità di uno dei popoli più accoglienti del mondo uno che confonde il valore con il prezzo?
I napoletani esportano, oltre a buona cucina, cultura in tutto il mondo, ma come può capirlo chi fa bella mostra della sua ignoranza riguardo alla cultura della Sicilia, crocevia della storia mediterranea dai tempi greci e romani e oggi sede di molti siti eletti dall’Unesco?
E Napoli è la patria di Caruso, i De Filippo, De Sica e Totò.
Ce li vedete questi giganti accanto a Briatore? Immaginate le loro facce? Sono certa che il principe De Curtis di fronte alle ultime esternazioni del borioso imprenditore lo rimetterebbe a posto con una delle sue indimenticabili risposte.