RIBELLARSI RISPETTANDO LE REGOLE

DI RITA NEWTON

 

Ribellarsi non vuol dire necessariamente non rispettare le regole, ma può voler dire alzarsi in piedi quando qualcun altro non le rispetta e/o dimostrare di essere capaci di gestire ciò che l’altro dimostra di non saper gestire.
E’ questa la base del buon funzionamento della società, anche se questa forma di ribellione può essere molto penalizzata, ma bisogna essere pronti a pagarne il prezzo.
Mi è capitato di aiutare gli studenti a scioperare perché in inverno nell’aula c’erano 14 gradi ogni giorno e la direzione faceva orecchie da mercante accampando scuse infondate.
In quella occasione ho militato fra le fila dei contestatori, parlando ai ragazzi e spiegando come stare nel giusto quando si protesta. Dopo alcuni giorni di contestazione arrivarono i risultati, perché la richiesta era giusta e fondata sulla legalità e nessuno aveva trasceso durante la protesta.
In un’altra scuola i ragazzi fecero occupazione seguendo l’ondata dei loro compagni di tutta Italia per contestare alcune riforme della scuola.
Spiegai loro che occupazione non significa fare niente o fare bisboccia, ma fare progetti e attuarli dimostrando di poter gestire in autonomia non soltanto il servizio d’ordine. Sono rimasta in aula con loro esprimendo fiducia nelle loro capacità progettuali ed hanno ideato e realizzato in autonomia interessanti iniziative.
In seguito, il preside voleva multare tutti gli studenti e i docenti con 1 euro per i danni che solo alcuni avevano prodotto durante la protesta, ma ho scritto una diffida (che poi tutti i docenti hanno voluto firmare) perché la responsabilità è individuale e va provata e non era giusto che si facesse di tutte le erbe un fascio e pagasse chi aveva ben operato o chi aveva debitamente sorvegliato.
Era solo un euro ma si trattava di una questione di principio. Peraltro feci osservare che la dirigenza si stava chiamando fuori dalle sue, di responsabilità, perché aveva accettato l’occupazione ma non era mai venuta a vedere cosa stesse accadendo. La pretesa fu ritirata e nessuno fu costretto a pagare.
Credo che un adulto (in particolare un docente) non debba mai abdicare alla sua funzione di educatore, dimostrando il rispetto per le istituzioni e per le regole ma anche quello per i diritti, la verità e la giustizia, e che quindi debba essere pronto a prendere posizione, ovviamente nei modi più opportuni per non esasperare gli animi, evitare politicizzazioni, non vanificare la protesta ed evitare astio fra le parti dopo la risoluzione del conflitto.
E dal giorno dopo, ovvio, 2, 3 e 4 agli allievi che li meritavano!
La passata militanza comune non alterava i rapporti fra noi e anche questo insegnamento è stato compreso.
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